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Divieti di balneazione La rabbia dei balneari: «Adesso basta, si risolva»

Angelo Petri
Divieti di balneazione La rabbia dei balneari: «Adesso basta, si risolva»

Polemiche anche sui tempi della comunicazione. Ieri i primi risultati positivi  delle analisi fatte del Comune.. Si attende l’esito di Arpat

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FORTE. «Il divieto di balneazione sul versante nord della spiaggia del Forte, compresi alcuni stabilimenti balneari e la spiaggia libera, proprio non ci voleva, perché è una brutta pubblicità che si può ripercuotere a lungo sui social e sui media, e che speravamo fosse relegata ormai al passato. Invece è accaduto ora, e poteva accadere con esiti e amplificazione maggiori, anche in periodi di alta stagione. No, così proprio non va. Gaia faccia la sua parte. Oggi i piani regolatori tendono ad aumentare le unità abitative, e la terza vasca che abbiano ottenuto è chiaro che non è più sufficiente. E non basta più nemmeno pensare alla quarta o ad una quinta ipotetica vasca del depuratore, bisogna invece commisurare tutto all’effettiva popolazione, e mettere in atto provvedimenti e soprattutto infrastrutture d’emergenza che evitino ad ogni modo incidenti di sversamento». A dirlo è Martino Barberi, presidente dei balneari del Forte, sicuro di essere interprete della gran parte dei fortemarmini.

Intanto, da ieri mattina, i cartelli di divieto di balneazione con l’ordinanza del sindaco campeggiano sulla spiaggia dal bagno Salvatori al confine con Cinquale, il cui versante non è stato però interessato da questo divieto, forse per il gioco delle correnti.

La causa è nota: le analisi dell’Arpat hanno rilevato 727 particelle su 100 millilitri di escherichia coli con un eccesso di 200 microparticelle rispetto al limite, mentre gli enterococchi fecali sono rimasti abbondantemente sotto il limite consentito (63 microparticelle su 200). Tutto questo però ha costretto il sindaco a fare l’ordinanza di divieto di balneazione. Va detto però, che ieri mattina, comunque, la qualità delle acque era già rientrata assolutamente nella norma, come attestano le analisi ordinate dal Comune, e che riportano a zero la presenza delle escherichie. Tuttavia, fintanto che non arriveranno i risultati ufficiali dell’Arpat, che ieri mattina ha fatto le sue controanalisi, non si potrà rimuovere il divieto. Il tutto, secondo le prime ipotesi, potrebbe essere stato causato da un problema al depuratore consortile avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, quando sarebbero conseguentemente tracimati dei fanghi dal depuratore, finiti poi, nel Versilia. Al Forte ci si lamenta soprattutto del mancato allarme, per cui il Comune avrebbe potuto fare qualcosa. C’era un protocollo sulla balneazione – suggeriscono in municipio - e Gaia ha sempre comunicato le criticità, però sembra che da tempo non sia più così.

«Siamo immediatamente intervenuti per i provvedimenti del caso – spiega Bruno Murzi, sindaco del Forte – devo dire che sono già arrivati i risultati delle nostre analisi che sono assolutamente confortanti, ma dobbiamo giocoforza aspettare i risultati delle contro analisi dell’Arpat (che ha preso nuovi campioni ieri mattina al punto prelievi davanti alla Colonia di Seravezza a Vittoria Apuana, ndr) per per fare l’ordinanza di riapertura, che, confido, possa arrivare al massimo domani in vista del week end. Poi però restiamo in attesa da Gaia spa delle motivazioni per le quali si è verificato tutto ciò e che non può non preoccuparci».

Ieri alla spiaggia libera c’era malumore, qui l’ordinanza per varie ragioni è giunta l’altra sera, pochi minuti prima della chiusura, ed è stata comunicata, di fatto, con i cartelli, solo ieri mattina. I bagnini avevano però già evitato che la gente facesse il bagno: un invito accolto con grande disappunto da chi aveva pensato a una giornata in spiaggia per abbattere l’afa estiva di queste ore. —

Angelo Petri

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