Il Tirreno

Versilia

La ripartenza 

Sagre, ripartenza con tante incertezze

Gabriele Buffoni
Sagre, ripartenza con tante incertezze

Le contrade del Palio hanno incontrato la vicesindaca Salvatori insieme alla Pro Loco «Pronti a rispettare i protocolli»

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Querceta. Nessuna posizione definitiva ma un incontro certamente proficuo. Il faccia a faccia tra amministrazione comunale, Pro Loco di Querceta e contrade del Palio dei Micci tenutosi ieri mattina a Seravezza e con al centro del dibattito la questione sagre non ha prodotto un calendario degli eventi estivi ma solo l’avvio di un percorso di confronto per giungere ad un modello comune. Le restrizioni imposte dai decreti ministeriali e regionali infatti non sono poche e devono essere valutate seriamente anche dalle stesse contrade. «Andando al succo della questione – spiega il presidente della Quercia Luca Carducci – chiamarle sagre sarebbe sbagliato: meglio cene sociali. In pratica bisognerebbe rinunciare a tutta quella componente di spettacolo che nei nostri appuntamenti estivi ha sempre recitato un ruolo da protagonista». Con le piste da ballo chiuse rimarrebbe comunque la possibilità di organizzare, nei limiti imposti dalla legge, alcuni spettacoli musicali «ma solo con il pubblico a sedere e il giusto distanziamento garantito tra i tavoli – commenta il presidente della Lucertola Giovanni Boccoli – in pratica si potrebbe solo ascoltare ma non alzarsi per ballare». Oltre al nodo spettacoli inoltre, ci sarebbero anche tutte le norme – come l’opportuna segnaletica e il distanziamento ai tavoli – da rispettare anche per quanto riguarda la somministrazione di cibo e bevande. Le difficoltà dunque ci sono, ma le contrade ad oggi non sembrano intenzionate a tirarsi indietro. «È ancora prematuro, bisogna discuterne interamente e valutare per bene pro e contro» ammette il presidente del Leon d’Oro Giuseppe Menchini. Ogni gruppo storico infatti nei prossimi giorni aprirà un dibattito interno al proprio consiglio valutando anche se i costi per svolgere una sagra con queste restrizioni potranno essere in qualche modo ripagati dalla presenza di pubblico (con un numero massimo di persone sedute in contemporanea ai tavoli da calcolare il base agli spazi disponibili per ciascuna contrada). Anche dal Comune di Seravezza nessuna chiusura ma anzi «piena collaborazione – dichiara la vicesindaca Salvatori – per arrivare ad una soluzione condivisa e conforme agli standard imposti dal ministero e dalla Regione: siamo disponibili a sostenere le contrade nel riprendere quest’attività che rappresenta anche un momento importante per tutta la comunità. L’invito che ci siamo fatti al termine di questo primo incontro è di sfruttare questi giorni per valutare bene la situazione e poi riunirci nuovamente per capire se è possibile prendere una decisione definitiva. Anche per quel che riguarda – conclude Salvatori – il numero delle serate a disposizione: le normative regionali consentono ad oggi le 10 serate che solitamente venivano assegnate ad ogni contrada, ma anche questo sarà un aspetto di cui discutere con i presidenti al prossimo incontro». —

Gabriele Buffoni

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