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Vandali scatenati sul lungocanale Spaccato un vetro alla “Marina Toscana”

Roy Lepore
Vandali scatenati sul lungocanale Spaccato un vetro alla “Marina Toscana”

La denuncia dei titolari delle attività: «I turisti che hanno le imbarcazioni qui vogliono andarsene»

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viareggio. Ormai sta diventando una consuetudine quella della presenza di notte di senza tetto, ma non solo, alla banchina di lungocanale Est nei pressi del Museo della Marineria e nella piazzetta “Motto e Palmerini” in Darsena.

Ieri mattina (ma è così quasi sempre, dicono i titolari di alcune delle attività commerciali presenti) l’area si è presentata piena di rifiuti, bottiglie di vetro di birra, lattine, siringhe, perfino pannolini, a dimostrazione che lì la notte (ma anche di giorno) c'è presenza costante di persone poco attente al decoro pubblico.

E non sono mancati – spetto forse ancor più grave – i danni: è stato infatti infranto il vetro della finestra del box della società “Marina Toscana”. Il titolare Filippo Landucci ieri mattina era sul posto con la polizia che ha effettuato il sopralluogo.

«Ho presentato esposti e fatto segnalazioni – dice –: però la situazione è questa davanti agli occhi di tutti. Non possiamo tollerare che in questa zona della Darsena, dove sono presenti in banchina, davanti la piazzetta, una quindicina di imbarcazioni di turisti che hanno manifestato l'intenzione di andarsene, che ci sia questo degrado continuo.

«Con la nostra ditta – continua Landucci – affittiamo e gestiamo questi posti barca, ma stiamo trovando davvero difficoltà, perchè ci sono famiglie anche con bambini, che la notte a borde delle barche, hanno difficoltà a riposare per la presenza di questi personaggi poco raccomandabili. Qua c'è spaccio, si ubriacano e poi si comportano davvero in modo anche pericoloso e qualcosa il Comune deve fare. Paghiamo soldi all'amministrazione per la pulizia, ma c'è uno stato di totale abbandono, che per una città tristica come Viareggio non è tollerabile. Siamo in un angolo suggestivo del porto ammirato da chi viene e non può essere abbandonato e che sia in mano a questa gente. Un'altra cosa che sinceramente non comprendo, ho chiesto al Comune di poter tingere un miro che costeggia la banchina che si trova in brutte condizioni e non mi è stato dato il permesso, pur facendolo a nostre spese. Speriamo che poi non sia troppo tardi, prima con la pandemia e poi con questo degrado subiamo danni notevoli per le attività, qualcuno ci deve tutelare».

Al coro si aggiunge anche Sirio Orselli del Museo della Marineria: «A breve iniziamo delle attività di sera e l'augurio è che possano essere svolte in sicurezza senza la presenza di questi malintenzionati che creano solo pericoli in tutta la zona, ma è possibile che solo noi ci accorgiamo di questo e nessuno ci ascolta?» —

Roy Lepore

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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