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Versilia

«Vai, Pasqualina»: la tartaruga più amata è libera - Video

Luca Cinotti
«Vai, Pasqualina»: la tartaruga più amata è libera - Video

Salvata a Pasqua ha ripreso il mare dalla spiaggia di Forte dei Marmi. È stata curata al centro di recupero e riabilitazione tartarughe marine dell’Acquario di Livorno

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Ci sono il dolce e il salato, in questa storia. Stanno insieme, senza annullarsi a vicenda, ma convivendo di buon grado. Il salato del mare, del nostro mar Mediterraneo e la dolcezza del lieto fine nella disavventura di una tartaruga che rischiava di morire e che invece è stata salvata dalle mani e dalla sapienza degli uomini. Una tartaruga salvata a Pasqua e per questo chiamata Pasqualina – guarda caso il nome di una torta che a seconda delle latitudini di chi la prepara può essere a sua volta dolce o salata. Due giorni fa Pasqualina è tornata al suo mare, prendendo il largo dalla spiaggia di Forte dei Marmi.

Perché questa è anche una storia che si dipana lungo la costa dell’alta Toscana, dalla provincia di Massa Carrara a quella di Livorno, passando e terminando in Versilia.

Pasqualina viene ritrovata il 3 aprile, sabato santo, da alcuni pescatori al largo di Marina di Carrara. Subito si rendono conto che l’animale non sta bene: nuota debolmente ed è visibilmente disorientata. Immediatamente parte una richiesta d’aiuto, che non deve fare molta strada: a Ronchi, località di Marina di Massa, da oltre vent’anni è presente un centro del Wwf che si occupa, tra l’altro, proprio di attività di soccorso alle tartarughe marine. Sono state dunque le guardie giurate del Wwf, insieme gli uomini della Capitaneria di Porto di Marina di Carrara ad andare in mare, nella zona segnalata dai pescatori e issare a bordo la tartaruga.

L’animale, la mattina successiva è stata trasferita per gli accertamenti e le cure al centro di recupero e riabilitazione tartarughe marine dell’Acquario di Livorno, che nel corso degli anni hanno curato molti esemplari ritrovati in difficoltà nelle nostre acque o lungo le coste. Quel giorno, il 4 aprile, era Pasqua e il personale dell’Acquario decide di battezzarla Pasqualina. Si tratta di un esemplare di Caretta caretta, la tartaruga marina più presente nel Mediterraneo che, però, è considerata una specie a rischio. I suoi nemici sono l’inquinamento delle acque, ma anche le possibili collisioni con le imbarcazioni e con le reti a strascico.

Al momento del suo arrivo a Livorno Pasqualina viene misurata: risulta essere lunga 52 centimetri, per un peso di otto chili e mezzo. Il suo carapace, a inizio aprile, è lungo 39 cm e largo 36. Secondo le analisi alle quali viene sottoposta dagli specialisti livornesi, Pasqualina non ha subito particolari traumi, ma viene considerata leggermente disidratata, oltre che disorientata. Per questo si decide una terapia di supporto a base di fluidi insieme alla somministrazione di un complesso multivitaminico.

Passano i giorni, passano le settimane e alla fine passano i mesi. Ne serviranno più di due perché Pasqualina venga considerata in grado di riprendere il largo. Nel frattempo, infatti, l’animale è cresciuto e si è irrobustito: non ha guadagnato peso, ma è diventato più lungo (62 centimetri) e con un carapace più imponente (lungo 45 cm e largo 37). Per gli specialisti dell’Acquario di Livorno il suo stato di salute è buono e si comincia quindi a programmare il suo ritorno in mare.



Il D-day è fissato per venerdì scorso. Si decide di rimettere in acqua Pasqualina  a poche miglia di distanza da dove i pescatori l’avevano individuata e soccorsa. E ancora una volta è il Wwf a essere protagonista, in questa storia. Perché il luogo del rilascio è l’oasi delle Dune di Forte dei Marmi: un angolo di natura intatta e rude, a poche centinaia di metri dai bagni frequentati da chi cerca ogni lusso e può pagarlo qualche decina di migliaia di euro a stagione.

È così che il ritorno alla libertà di Pasqualina si trasforma in un grande evento, alla presenza anche del primo cittadino di Forte, Bruno Murzi. Viene anche girato un video, che ritrae la tartaruga che viene posata sulla sabbia e in pochi secondi raggiunge il mare per immergersi. Ma non per scomparire per sempre. Perché prima del rilascio le è stata attaccata una marcatura con un microchip che permetterà di individuarla con facilità. E la speranza è che possa tornare sulle coste toscane, fra qualche anno, per deporre le uova.

Già, le uova. In fondo anche quelle ricordano la Pasqua, no?. —

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