La protesta
Italia Nostra scrive a Franceschini «Salvi il Forte dalle nuove villette»
L’associazione allarmata dai carotaggi nella zona «La soluzione è che il Comune compri l’area»
Luca Basile
pietrasanta. «Il Comune acquisisca l’area del Forte di Motrone così impedendo la prevista realizzazione di villette». Italia Nostra, sezione Versilia, scrive al ministro dei beni culturali Dario Franceschini, oltre che a Soprintendenza e al sindaco Alberto Giovannetti mettendo di nuovo nel mirino l’area archeologica che si affaccia sulla via Aurelia «dove sono presenti, appunto, i resti del Forte di Motrone, della casa di guardia e della casa dei Bichi e dove ancora si stanno eseguendo alcuni carotaggi. Questo sito proteggeva, a suo tempo, l’omonimo porto che fu molto importante nel Mediterraneo per quasi mille anni – precisano da Italia Nostra – . La crescita di Pietrasanta avvenne perché in questo borgo si trovavano i magazzini del porto che rifornivano di merci l’intera Europa. Non dimentichiamo che sempre l’area in questione, compreso il pericoloso nodo stradale Aurelia-Tremaiola-Treponti, era risultata assegnataria di un contributo di 800 mila euro della Presidenza del consiglio dei ministri, denaro che l’amministrazione cittadina non ha utilizzato in quanto non è riuscita a farsi vedere terreni interessati dai proprietari. Abbiamo donato, sempre al Comune, un progetto di recupero del Forte di Motrone che, a tutela dei suoi resti, prevede un parco pubblico, un museo e un agevole accesso al nodo stradale».
Priorità, quelle di Italia Nostra che vedono in prima fila il presidente Antonio Dalle Mura e ancora l’ingegnere Marco Davini e l’archeologo Stefano Giannotti, che però devono fare appunto i conti con un piano di recupero del sito a fini residenziali.
«Chiediamo che il Comune si attivi per verificare se i carotaggi effettuati nell’area in questione siano stati effettuati secondo le norme che regolano i siti archeologici e sotto il controllo della Soprintendenza. Tutto questo in modo che gli stessi proprietari si convincano, finalmente, che nell’area di loro proprietà esistono i resti del Forte e che non possono utilizzarla per costruire villette. Fra l’altro il Comune sta rivedendo il piano strutturale e per questo motivo – aggiungono da Italia Nostra – invitiamo il sindaco a concedere ai proprietari dell’area la possibili di trasferire il volume, esistente, in altra zona di loro proprietà previa cessione al Comune della zona archeologica. Se il sindaco riuscirà nell’acquisizione dell’area del Forte sarà ricordato come colui che ha salvato un sito che per mille anni è stato un punto di riferimento dei traffici del Mediterraneo e che ha determinato la trasformazione della piana versiliese». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
