Il Tirreno

Versilia

cosa si rischia 

Multe e denunce oltre all’assunzione obbligatoria

Matteo Tuccini

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Matteo Tuccini

viareggio. Ogni tre lavoratori in nero scoperti dall’Ispettorato uno è impiegato in hotel e ristoranti. Sempre in questi tipi di attività è considerato irregolare il 74 per cento della documentazione che viene fornita dalle imprese, durante i controlli degli ispettori del ministero del Lavoro: spesso si tratta di contratti che non rispecchiano il vero impiego.

I dati sono riferiti al 2020 e all’intero territorio provinciale di Lucca. Ma è chiaro che la Versilia, che in proporzione ha un numero maggiore di attività turistiche rispetto al resto della provincia, è maggiormente interessata quando si parla di controlli in hotel e ristoranti. Controlli che, comunque, vengono eseguiti in ogni settore, come previsto dalle direttive ministeriali.

Non esiste, infatti, un focus specifico sul turismo da parte dell’Ispettorato del lavoro. Il cui compito è monitorare il livello di rispetto delle regole e della sicurezza delle persone impiegate in ogni attività economica. È chiaro, però, che la fotografia dei controlli avvenuti l’anno scorso – il primo in pandemia – fa riflettere, soprattutto alla luce del dibattito attuale sulla tutela dei lavoratori per quanto riguarda stipendi e diritti. Una tutela che vede schierati come due tifoserie da una parte i sindacati e dall’altra le associazioni imprenditoriali. In un’attribuzione di responsabilità che a volte sfocia nella partigianeria e negli slogan: i lavoratori sono sfruttati o sono svogliati, a seconda di chi affronta l’argomento.

Ecco perché è necessaria una fotografia come quella dell’Ispettorato del lavoro. Che dimostra che gli abusi ci sono. Come detto in precedenza, ogni tre lavoratori in nero scoperti uno è impiegato in alberghi e ristoranti: 53 le assunzioni irregolari sulle 152 individuate in tutti i settori. Sempre in questo tipo di imprese turistiche l’anno scorso sono stati riscontrati 20 casi di mancato rispetto dell’orario di lavoro, mentre non si sono registrate violazioni delle norme di sicurezza. Altro dato che lascia a desiderare: ogni 100 pratiche controllate negli alberghi e nei ristoranti 74 non sono a norma. Significa, in particolare, che i contratti non corrispondono al rapporto di lavoro realmente esistente col dipendente. È il caso di fenomeni denunciati dai sindacati come l’assunzione per tot ore che in realtà sono di più. Oppure il tipo di contratto, a volte a chiamata – quindi da utilizzare in maniera saltuaria, magari per festivi e fine settimana – che però nasconde un rapporto subordinato e continuativo. Gli abusi ci sono, quindi. Ma considerando che in Versilia ci sono quasi 300 alberghi e poco meno di 700 ristoranti non si può parlare di fenomeno generalizzato. È chiaro che i dati emersi sono quelli dove si sono fatti i controlli: là dove non arrivano gli occhi degli ispettori rimane una zona grigia, termine molto usato dai sindacati per indicare che non sempre le violazioni sono clamorose, bensì più sottili.

Per quanto riguarda gli altri settori chiave dell’economia versiliese, per esempio il commercio e l’edilizia, anche qui sono stati riscontrati casi di lavoratori in nero. Ma in numero minore rispetto a hotel e ristoranti. Soprattutto nel commercio, è invece più diffusa la violazione dell’orario di servizio. Mentre nell’edilizia, purtroppo, ancora oggi sono molti i casi di mancato rispetto delle norme di sicurezza: 72 in un anno in tutta la provincia, in pratica quasi il 100 per cento del totale delle violazioni riscontrate dall’Ispettorato di Lucca. Nel commercio e nel settore delle costruzioni edili il 50 per cento della documentazione fornita non è corretta: vuol dire che la gestione dei contratti non è sempre rispettosa delle norme. —

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