Sicurezza
Authority, Morelli lascia: «Pronti con il sabbiodotto»
Nell’attesa che la Regione nomini il sostituto, l’ingegnere che ha governato la darsena dal 2012 fa il punto su obiettivi raggiunti e quanto c’è ancora da fare
Donatella Francesconi
viareggio. Due mandati alla guida della Autorità portuale regionale – istituita nel 2012 – e oggi, fino al 16 giugno, commissario della stessa Authority, in attesa che la Regione nomini il successore. Fabrizio Morelli, 61 anni, è rientrato in Regione, con il ruolo di dirigente del settore Infrastrutture, occupandosi di cave, interporti, aeroporti e portualità, eccetto ciò che riguarda Viareggio e gli altri porti toscani che l’Authority governa.
La prima domanda, ingegnere, non può che essere su quel sabbiodotto permanente in cui lei ha creduto e per il quale la Regione cerca finanziamenti. A che punto è ?
«Ho acquisito la progettazione definitiva. Adesso dovrà essere valutata l’attivazione della Conferenza dei servizi per acquisire i pareri di competenza. L’intervento è Condizionato ai finanziamenti e potrebbe anche essere cantierabile sul progetto definitivo almeno per gli aspetti più ingegneristici/infrastrutturali dell’opera. Perché poi il progetto prevede anche l’opera marittima, il cosiddetto “pennello”, oltre all’importante attività di dragaggio più a Sud, fuori dalla Diga foranea. L’idea-base è quella di anticipare l’ingressione della sabbia diretta all’imboccatura del porto, mantenendo la trappola sedimentaria del pennello ed evitando che la sabbia lo aggiri. Riuscendo, allo stesso tempo, a ottenere un volume importante di materiale per il ripascimento in spiaggia sommersa, operazione che ha un’importante funzione per la stabilità della linea di riva».
Intervento fondamentale per la sicurezza e l’agibilità del porto viareggino...
«Da un punto di vista della sicurezza della navigazione l’opera consentirà di certificare rotte di ingresso/uscita dal porto molto meno rischiose. Di questo progetto sono sempre più convinto, perché proposte alternative non sono arrivate».
Proseguirà l’attività annuale di dragaggio che l’Autorità portuale ha razionalizzato economicamente?
«La scelta della gara per due annualità è assolutamente positiva. Adesso gli uffici dovranno predisporre la nuova gara. Per quanto riguarda la spesa, ci siamo attestati sugli 800mila euro per due annualità, al costo unitario di cinque euro al metro cubo di sabbia».
Come procede la nuova banchina commerciale, finanziata dalla Regione?
«Si inizia a vedere bene quella che sarà la nuova sede stradale, con pista ciclabile e carreggiata a doppia corsia. Entro l’estate sarà posizionata la torre faro per l’illuminazione della banchina. Nel Piano delle attività è atteso anche un secondo lotto di lavori, che dovrà riguardare l’illuminazione dal faro alla banchina commerciale. Per il 2022 è previsto un ulteriore finanziamento per l’ampliamento della sede stradale, dalla radice della Diga al nuovo Mercato ittico e alla realizzazione di una piccola stazione marittima, per allestire l’attività di security. La banchina consente un attracco con pescaggio maggiore di quelli in avamporto, per circa cinque metri e mezzo. Può essere utile allo sviluppo croceristico di piccolo e medio cabotaggio, se si certificano i fondali di ingresso. Ma dovrà essere utilizzata tutto l’anno: nei mesi scorsi vi è stata ormeggiata la draga.
L’altra “partita” cui lei si è molto dedicato è quella del nuovo Piano regolatore portuale. Che ne è?
«Il Piano è pronto da un anno. Ci sono tutte le carte affinché possa essere intrapreso un confronto con amministrazione comunale e Comitato portuale. Ho individuato un passaggio in Comitato per una pre adozione, non previsto dalle norme urbanistiche ma spesso utilizzato, così che quando è avviato l’Accordo di pianificazione tra Enti c’è alle spalle un impegno precedente.
Il cuore del nuovo Piano è quello degli spazi portuali: qualche anticipazione?
«Negli atti c’è la proposta di realizzare un porto a secco, e c’è la riqualificazione di tutto tratto Burlamacca che potrebbe diventare elemento importante per l’assetto della città. Riqualificazione che si deve integrare con l’allestimento di posti a secco, per esempio nella parte Nord della Darsena Lucca. Tra gli obiettivi, anche quello di trasferire integralmente le banchine ai lavori nell’area della darsena Viareggio che è la darsena interna con i maggiore fondali. Destinando tutte le altre al diporto. Il porto di Viareggio può diventare un porto turistico vero. Ma è fondamentale che le aree portuali diventino effettivamente portuali, separate dalla viabilità ordinaria».
Ma l’area portuale ha una spiaggia libera...
«La spiaggia c’è e per la cittadinanza è un bene. Ma deve restare separata dal porto. Bisogna vi sia la possibilità che l’accesso alla Diga sia dedicato solo agli operatori portuali. Soprattutto con l’avvento dei capannoni nell’area della banchina Lenci. Per la spiaggia libera si può pensare a un accesso spostato verso la Croce Verde. Non si può rimanere a metà del guado». —
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