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Al Raffaelli Country Club il primo impianto di padel con i campi al coperto

Gabriele Noli
Al Raffaelli Country Club il primo impianto di padel con i campi al coperto

Da ieri ci si può già giocare A breve anche il taglio del nastro Fra i frequentatori del circolo personaggi come Bobo Vieri, Pirlo, Albertini e Costacurta

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Forte dei Marmi. In Versilia un campo da padel al coperto ancora non c’era. Una lacuna colmata dal Tennis Raffaelli di Forte dei Marmi. Verrà inaugurato nelle prossime settimane con una cerimonia ad hoc, ma da ieri professionisti e amatori possono sfruttarlo per giocare (da mattina a sera).

La struttura è quella del World Padel Tour (il circuito professionistico internazionale della disciplina), prodotta da un’azienda spagnola leader nella costruzione di campi in tutto il mondo. La superficie in erba sintetica (di ultima generazione) di colore blu è perimetrata da vetri privi degli abituali montanti angolari, per consentire agli atleti di avere una migliore visione di gioco durante gli incontri: ecco perché il campo è definito “superpanoramico”.

A breve sarà inoltre completata l’installazione di una tribuna alle spalle di uno dei quattro lati, così da ospitare il pubblico in occasione dei tornei che verranno organizzati al Raffaelli, pur sempre tenendo conto delle restrizioni per limitare i contagi. La struttura – dotata di una copertura in legno lamellare ed una doppia illuminazione – è mobile, dunque potenzialmente trasferibile in caso di scelta o necessità, eventualità che però ad ora non rientra nelle intenzioni del circolo. Pur trattandosi di un impianto al coperto, le pareti esterne possono comunque essere aperte lasciate aperte, per garantire un miglior ricircolo dell’aria. «Era da un po’che pensavamo di inserire un campo indoor nel nostro circolo – spiega Giacomo Mancini, responsabile della sezione padel del Raffaelli –. C’è voluto il tempo necessario per completare l’iter burocratico, quello di realizzazione è stato piuttosto rapido».

Il campo al coperto – «utilizzabile in ogni periodo dell’anno» – va ad aggiungersi ai due all’aperto, uno inaugurato nel 2018 («Ma di recente abbiamo sostituito il manto, adesso è come nuovo», puntualizza Mancini), l’altro alla fine nel 2019. Un progressivo ampliamento delle strutture che consente ad un numero sempre maggiore di persone di dedicarsi in contemporanea ad uno sport che proprio in questi anni sta vivendo un boom irrefrenabile. Tra loro anche molti campioni del calcio di ieri e di oggi, che soprattutto nel periodo estivo si presentano al Raffaelli per concedersi una partita tra amici. Bobo Vieri, ad esempio, è ormai un habitué. E poi ancora: l’ex tecnico della Juventus Andrea Pirlo, Demetrio Albertini, Giampaolo Pazzini, Alessandro Costacurta. Ad inizio giugno è toccato all’allenatore del Milan, Stefano Pioli (appassionatissimo di padel), nei giorni scorsi al difensore del Genoa Edoardo Goldaniga. Un movimento talmente in espansione da portare alla nascita di due squadre che partecipano ai campionati agonistici: una nella serie C nazionale (sabato scorso contro Misano è giunto il primo successo dopo due ko, domenica in programma lo scontro con il Parioli), l’altra nella D regionale. Qui, a differenza del tennis, la formula è mista: i maschi si affrontano tra loro, come le femmine, ma tutti nella medesima competizione. Un ulteriore incentivo alla crescita del padel. –

Gabriele Noli

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