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Versilia

l’intervista 

«Io, Mallegni e Giovannetti» Così parlò il vicesindaco Filiè

Luca Basile
«Io, Mallegni e Giovannetti» Così parlò il vicesindaco Filiè

Il numero due leghista dell’amministrazione comunale insidiato dal “fuoco amico”  «Resterò fino a quando mi sarà data fiducia. Altrimenti trarrò le conclusioni»

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Luca Basile

Pietrasanta. «Sono orgoglioso di essere vicesindaco e lo sarò fino a quando mi sarà data fiducia. Poi, è ovvio, se verrà meno la fiducia non potrò che trarre le conclusioni». Intorno a Stefano Filiè, assessore al bilancio e numero 2 della squadra di giunta da quando ha preso il posto della “dimissionata” Elisa Bartoli, il “fuoco amico” non conosce pausa: la Lega, che è poi il suo partito di riferimento, spinge infatti per sostituirlo, come vice-Giovannetti, con Antonio Tognini. Il motivo? La presunta vicinanza politica più con Mallegni che con il partito e l’appiattimento, così si vocifera, sulle posizioni, anche quelle degne di critica, del sindaco.

«Al sottoscritto i vertici della Lega non hanno mai manifestato alcuna perplessità: se così fosse spero che me lo dicano di persona. Poi, è anche vero, che quando sono stato nominato vicesindaco non è che i messaggi di congratulazione, proprio dal mio partito, si siano sprecati...»

E la storia di Mallegni?

«Con Massimo ci sono importanti legami familiari, come noto. E lo ritengo un politico di razza, cosa che io non sono. Detto questo non sono mai stato di Forza Italia e ho il mio percorso e le mie idee affini alla Lega. In questa squadra di maggioranza mi ha presentato e portato Claudio Viviani - che ringrazio per le belle parole avute nei miei confronti - quando era ancora referente della stessa Lega e non Mallegni».

Troppo vicino e “appiattito” sulle posizioni del sindaco, dicono altri: è cosi?

«Non mi ritengo un politico, sono un umile amministratore che per decenni ha lavorato in un istituto di credito e che si è messo a disposizione una volta in pensione. Un passaggio però l'ho capito: in una maggioranza si fa squadra ed è quindi ovvio che sia vicino a Giovannetti perché è il sindaco e mi ha dimostrato fiducia nominandomi anche suo vice. Detto questo non siamo d'accordo su tutto e ci si confronta. Nei contesti preposti».

A proposito di nomina come vicesindaco: la ritiene a tempo o pensa di arrivare fino al termine del mandato?

«A quanto ho capito sul momento si era trattato di una scelta obbligata, richiesta dalla Prefettura. Non so se rimarrò a lungo, vediamo: so che fino all'ultimo giorno cercherò di dare il mio contributo nel modo migliore possibile».

Due assessori che non fanno più parte della “prima” maggioranza - Mallegni e Bartoli - un ex amministratore di società come Viviani che parla di giunta incompetente, un rapporto complicato con una parte della città: in cosa ha sbagliato o sta sbagliando la maggioranza cittadina?

«Mallegni e Bartoli sono due storie diverse, Viviani ha vissuto momenti difficili ed è ovviamente ferito e certe sue dichiarazioni le leggo in questo modo. La nostra non è una giunta di incompetenti, anzi, però è vero che serve un maggiore dialogo con tutta la città e anche con le opposizioni. L'amministrazione Giovannetti sta facendo molto e bene, questo è il mio pensiero: ha però un problema, spesso, nel comunicarlo. Ecco, su questo fronte dobbiamo fare meglio».

A proposito di dialogo, è sempre del parere che i controlli sul suolo pubblico non debbano tenere conto solamente dei regolamenti?

«I regolamenti sono fatti dagli uomini e quindi si possono modificare: nel rispetto delle norme, del lavoro degli uffici, soprattutto degli spazi necessari per il transito dei mezzi di emergenza, bisogna tenere conto del momento difficile vissuto da commercianti e esercenti: il confronto e il dialogo non devono, lo ribadisco, mai venire meno». —

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