Sicurezza
Ecco il j’accuse di Viviani «Sono disgustato da tutti»
Lo sfogo dopo l’archiviazione dell’inchiesta sugli appalti in Comune «Porterò in Tribunale chi mi ha coinvolto in questa storia. La politica? Ho chiuso»
Luca Basile
Pietrasanta. «Sono disgustato. Da tutto e da tutti. E porto in tribunale chi mi ha denunciato». All’indomani dell’archiviazione dall’accusa di falso ideologico in atto pubblico, a margine dell’inchiesta sugli appalti in Comune, Claudio Viviani, ex amministratore unico della Pietrasanta Sviluppo ed ex referente di spicco, in quota Lega, della maggioranza cittadina, punta l’indice sopratutto contro Pd, vecchi sodali di coalizione e Comune «Sono venuto a sapere di essere indagato dai giornali: è normale? L'avviso di garanzia mi è stato notificato 40 giorni dopo quanto scritto sulle cronache: è inaccettabile ed è profondamente ingiusto. Ho una famiglia, dei figli che poi ti fanno domande. Situazione analoga a quella di altri indagati. E per cosa, poi, visto che tutto è stato archiviato ed è stata ribadita la mia onestà di comportamenti? Ero fiducioso sull'esito favorevole dell'inchiesta, ma la gogna è stata insopportabile. In particolare per i miei cari».
Oggi però arrivano parole di solidarietà dal centrodestra cittadino, nei suoi confronti: le fanno piacere?
«Non mi interessa quello che dicono. L’unico che mi ha dimostrato vicinanza in tempi non sospetti è stato il vicesindaco Stefano Filié: una persona seria che temo, visto come si muove questa coalizione, faranno politicamente fuori. Così come vicina si è dimostrata la gente comune, i veri amici».
Si è sentito, ad epilogo dell'inchiesta, con il sindaco Alberto Giovannetti?
«Non ci parlo da un anno e sono contento di non avere più niente a che fare con lui e con il resto della sua maggioranza. La politica mi è costata tanto sia a livello umano che economico. Capitolo chiuso».
Presenterà la parcella del suo avvocato all’ente o pagherà di tasca propria?
«Intanto pago il dovuto, poi, visto che mi etichettano come ex dipendente della Pietrasanta Sviluppo chiederò il rimborso al Comune o alla società patrimoniale».
Come è finito nell’inchiesta?
«A seguito dell’esposto del trio del Pd - Forassiepi, Neri e Conti - ma ad innescare il tutto c’è un fatto ben preciso: precedentemente alla mia nomina di amministratore unico della Pietrasanta Sviluppo, compilai una dichiarazione - come richiesto - di non sussistenza di cause di incompatibilità alla carica con annessi allegati che rappresentavano la parte sostanziale della dichiarazione. Solo dopo avere visionato il fascicolo di conclusione delle indagini sono però venuto a conoscenza che la Procura era in possesso della dichiarazione, ma non degli allegati. Perché? Eppure li avevo forniti all'amministrazione comunale a tempo debito. E perché ancora il segretario comunale non mi convocò per avere modo di chiarire la mia posizione? Chi ha sbagliato nelle modalità di acquisizione di questi documenti? Con gli allegati nel fascicolo la questione si sarebbe immediatamente chiusa senza spreco di tempo e risorse. Intanto ringrazio il giudice che è stato scrupoloso e attento».
Porterà in tribunale i 3 esponenti del Pd: perché?
«Come persone le considero il nulla e come politici ancora meno. Potevano fare un semplice accesso agli atti e poi, nel caso, procedere. Bene, valuterò attentamente di procedere per vie legali: mi sono sentito calunniato. E non solo il sottoscritto. Ne risponderanno davanti a un giudice».
Cosa ne pensa della politica cittadina?
«Ne sto alla larga. Abbiamo una giunta e un' amministrazione che stanno dimostrando incompetenza e limiti, a parte pochissime figure, ma il centrosinistra non è messo meglio e in più ti fa la guerra per la tua fede politica avversa. Come ho detto, capitolo chiuso. Ma prima mi farò risarcire, moralmente e materialmente». —
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