La protesta
Allarme cinghiali Fanno danni alle colture e alle recinzioni
STAZZEMA. Sentieri disastrati, coltivazioni messe sotto sopra, e campi rovinati come se ci fosse passato un mezzo agricolo. Nell'ultimo mese sono stati tanti gli episodi in cui i cinghiali hanno devastato terreni privati, in Alta Versilia. Da Retignano a Pomezzana, e ultimo ieri nella frazione di Ruosina (restando solo a quelli segnalati dai cittadini. Ma ce ne sono altri fra Stazzema e Seravezza). A farne le spese è stato anche Sergio Roni. Nonostante abbia recintato tutto il suo terreno con la rete elettrosaldata, non è riuscito a tenere fuori i cinghiali che durante la notte per l’ennesima volta sono entrati e hanno devastato coltivazioni, i terrazzamenti, e le scale in sasso di collegamento. «Sono esausto – dice Roni – non so più quale soluzione adottare. Io non voglio risarcimenti, ma che però le istituzioni adottino delle soluzioni per tutelarci. Mi sono rivolto al Parco delle Apuane, all’Unione dei Comuni, al sindaco di Stazzema e ora chiamerò anche l’Atc». Le foto parlano chiaro. Ormai il suo campo, fra la frazione di Ruosina e la località Campeggiori, lungo il sentiero che porta a Retignano, è tutto sterrato. E chi riesce a difendersi è costretto a installare recinzioni in rete metallica che rovinano anche il paesaggio. Una delle cause, secondo l’Atc (Ambito territoriale di caccia) di Lucca, è che quest’anno a causa della pandemia la caccia – soprattutto le battute in squadra – è stata ridotta del 50% (in particolare era vietata in zona rossa), così gli ungulati hanno proliferato maggiormente. A spiegarlo è stato Pietro Onesti, presidente di Atc Lucca. «La caccia è stata ridotta per ovvi motivi – dice Onesti -. Per quanto riguarda le zone di nostra competenza (quindi escluse quelle nel Parco ndr), stiamo mettendo in campo più forze possibili, ma devo ricordare che i cacciatori lo fanno a scopo di volontariato. Stiamo attuando diversi abbattimenti di contenimento dei selvatici. Lo stabilisce l’articolo 37 della legge regionale. Sono abbattimenti sia diurni che in notturna con la polizia provinciale o i volontari della venatoria». —
T.B.G.
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