Il Tirreno

Versilia

lavorava all’istituto comprensivo 2 

La scuola piange Patrizia impiegata e sindacalista

La scuola piange Patrizia impiegata e sindacalista

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pietrasanta. Una scomparsa, a soli 72 anni, che ha lasciato nel dolore un’intera comunità didattica e ancora Marina di Pietrasanta, quella di Patrizia Coppini, a lungo funzionaria amministrativa dell’Istituto Comprensivo 2. A tracciarne la figura e il suo impegno professionale e sociale, le colleghe. «Con queste poche righe ricordiamo Patrizia, la persona e l’attività sindacale che ha svolto, come Rsu e iscritta alla Cgil, nel mondo della scuola nell’Istituto comprensivo Pietrasanta 2. Erano gli anni in cui nascevano le rappresentanze sindacali unitarie nel pubblico impiego (1998) e successivamente, nel 2000, si votava per la prima volta anche nella scuola per eleggerle. Era tutto da scrivere e disegnare, i primi contratti d’Istituto, le prime assemblee, il confronto, talvolta scontro, coi dirigenti scolastici. Patrizia, col suo profondo senso di giustizia e la capacità di tenere ben saldo il timone dei principi etici che guidano o almeno dovrebbero la nostra pratica di vita quotidiana e le nostre scelte, questo ruolo lo ha svolto pienamente, ponendo al centro la correttezza, la necessità di rispettare le decisioni prese nelle assemblee e anche l’autonomia dalle segreterie sindacali, in nome della non delega e di un’unità costruita dal basso, trasversale alle appartenenze. Insieme a questa forza ci lascia anche l’esempio, spesso faticoso, di sforzarsi di trovare sempre una sintesi avanzata, un accordo che punti in alto. Persona generosa, ma ferma e combattiva, aveva il dono, tante volte non compreso, della schiettezza e della sincerità pungente, la forza ed anche l’ingenuità di indignarsi per le ingiustizie, Il ruolo della Rsu nella scuola – scrivono Lucia Balduini, Catia Tongian e Valentina Benassi delle Rsu d’Istituto del Pietrasanta 2 – è oggi ridotto e sempre più circoscritto in una cornice nazionale volta a limitarlo, le risorse ed i tagli effettuati negli anni hanno pesato e peggiorato la qualità del lavoro Oggi, più che mai, avremmo bisogno di persone come Patrizia, capaci di aprirsi al nuovo, ma con la convinzione di non dover perdere mai il “vecchio”, i diritti conquistati, la memoria di chi si è battuto per chi sarebbe venuto dopo e per un futuro migliore per tutti». —

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