Attenzione
Gatti e piccioni uccisi con il veleno per topi
Stazzema. La Culla, un paesino di pochi abitanti, diviso fra Stazzema e Camaiore, è invaso da uno stormo di piccioni. Che sta facendo spazientire la maggior parte dei residenti. Mentre c’è invece chi li sfama, nonostante il divieto imposto da un’ordinanza comunale. Ma ora è spuntato del veleno per i topi: qualche piccione c’è rimasto secco, e purtroppo anche alcuni gatti. «Abbiamo già trovato dei piccioni e due gatti morti – allerta un residente –, uno abbiamo tentato di salvarlo, ma il veterinario non ha potuto far niente. C’è qualcuno che avvelena i piccioni». Che sia l’effetto di una diatriba fra residenti, fra chi ama i volatili e chi invece crede sia stato superato il limite, non si sa. Fatto sta che c’è anche chi ne ha fatto le spese. E’ Davide Dalle Mura, ex consigliere comunale di Stazzema, che ha una colonia di gatti nel giardino di casa sua, da anni, in più sfama altri randagi. «Purtroppo ogni anno a primavera spariscono due o tre gatti – racconta Davide -. Quelli più casalinghi per fortuna è più difficile, perché non escono dal mio terreno, ma nel 2018 c’ho perso anche uno di loro di cui ero molto affezionato. Mentre lo scorso anno un’altra gatta che era ben curata e sterilizzati, seppure fra quelli randagi, l’ho trovata stramazzata con la bava alla bocca. Il fatto è che i gatti cacciano i piccioni, soprattutto se sono storditi dal veleno, e così il veleno se lo mangiano anche i gatti». Ad ammettere che in paese (che conta circa 100 abitanti)la situazione è diventata insostenibile è il titolare della Trattoria da Luciano. «C’è da almeno 10 anni questo problema – dice Daniele – e lo segnaliamo all'amministrazione di Stazzema, che circa sei anni fa ha emesso un’ordinanza che vieta la somministrazione di cibo ai piccioni. Il problema c’è, ma se c’è qualcuno che ha usato il veleno non è certo il modo corretto per risolverlo». — T.B.G.
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