Sicurezza
Spiagge dell’Altromare, arrivano i wc chimici
Ancora non si è sbloccata la pratica per la paesaggistica chiesta dal Comune dopo aver assegnato gli arenili attrezzati ben oltre la metà di maggio
Donatella Francesconi
viareggio. Al momento la soluzione e unica alternativa sono i wc chimici. Che le spiagge attrezzate dell’Altromare metteranno da oggi a disposizione dei clienti, a stagione davvero iniziata. La vicenda è nota: le concessioni delle spiagge tra Viareggio e Torre del Lago, da attrezzare con ombrelloni, sdraio, servizi igienici, casottini per direzione, bar e cucina, sono state assegnate dal Comune, con gara, ben oltre la metà di maggio. In una seconda primavera ai tempi del virus che scalpitava per trasformarsi in estate da vivere a pieno. A quel punto rimanevano i tempi tecnici per montare le spiagge e rendere agibili, considerando anche i tempi tecnici e i contratti per acqua, luce e relativi allacci. Qualcosa, però, quest’anno è cambiato. Perché le concessioni sono sono comprensive di tutte le autorizzazioni necessarie, ma sono i vincitori di gara che le devono richiedere una volta diventati assegnatari delle concessioni stesse. Così, in una partita di doppia burocrazia tra Parco e Comune, è saltata fuori la necessità di richiedere anche l’autorizzazione paesaggistica alla competente commissione che il Comune via via rinnova. Ecco come si è arrivati ad avere in spiaggia ombrelloni e sdraio ma non tutto il resto, servizi igienici compresi.
«Quest’area marina è un punto di riferimento importante per viareggini e villeggianti e in particolare soddisfa la richiesta dei cittadini meno abbienti, essendo i costi molto contenuti per un servizio molto soddisfacente», scrive in un lungo post su Facebook (gruppo aperto “Viareggio mia”) la signora Antonella Bertolucci. Che prosegue: «Sembra incredibile che ciò possa avvenire a due passi dalla stagione e dopo un anno veramente disastroso come quello passato per la pandemia, con motivazioni veramente molto discutibili».
Tante le voci dei clienti di queste spiagge che si levano a sostenere la voce della signora Bertolucci. Comprese quelle di chi, senza servizi igienici, non ha potuto portare al mare bambini piccoli e familiari anziani affezionati frequentatori di questi stabilimenti. I cui gestori non hanno mai pensato di procedere non a norma di legge, visto per di più che partecipano a una gara di una pubblica amministrazione per aggiudicarsi le concessioni. Ma se l’Ente pubblico non è in gradi di procedere per tempo con le assegnazioni delle spiagge attrezzate, allora è necessario che dal momento dell’aggiudicazione in poi la burocrazia – consapevole dei propri ritardi – si faccia più snella. E ricordi che la stagione balneare dura tre mesi e che gli stabilimenti balneari a metà settembre chiudono. Fino all’estate successiva e ai nuovi problemi da affrontare ogni volta. —
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