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Versilia

lutto a pozzi: aveva 69 anni 

Addio a Delfo Venè, grande sportivo innamorato di calcio e bicicletta

T.B.G.
Addio a Delfo Venè, grande sportivo innamorato di calcio e bicicletta

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SERAVEZZA. Con Delfo Venè in campo la squadra di calcio della contrada del Pozzo ha vinto il primo torneo calcistico del Palio dei Micci. Gran fisico, e centrale difensivo di classe, da tutti era chiamato Kilino in ricordo del padre che invece era detto Kilone.

Sportivo per natura, amante oltre che del calcio anche del ciclismo e del podismo. E da quando era andato in pensione, da impiegato delle Poste, tornava tutti i pomeriggi nella sua Pozzi, dove era nato e cresciuto, per stare con gli amici al Circolo Luigi Salvatori. Ma era da circa un anno che i compagni di vecchia data non vedevano più Delfo: un anno fa si era sentito male, ed era rimasto in stato vegetativo. E giovedì è scomparso all’età di 69 anni.

Da giovane Delfo abitava in quello che a Pozzi tutti conoscono come "lo stradone", via San Rocco. Poi da quando si era sposato con la moglie Anna Bertellotti si era trasferito in località Crociale a Pietrasanta. Ma da pensionato non mancava mai il suo appuntamento pomeridiano al bar del circolo, per il torneo di scala reale con gli amici Ugo e Foffa.

«Era il suo passatempo – ricorda Agostino Bazzichi -. Aveva sempre in tasca un'agenda piccola, in cui annotava tutte le partite vinte e perse di ognuno: a fine mese così avevano la statistica di chi aveva vinto di più».

Una vita invece l’aveva passata alle Poste, lavorando come impiegato negli uffici postali prima dell’Alta Versilia e poi nel capoluogo di Seravezza. Ma soprattutto era un appassionato di bicicletta, con cui faceva lunghi percorsi la mattina. Da giovane invece aveva giocato a calcio come dilettante, ed era stato un pilastro di una delle migliori formazioni della contrada del Pozzo negli anni ’70 e ’80. Lo ha ricordato l’amico Alberto Luisi, con una storica e toccante foto in bianco e nero che ha pubblicato su Facebook, in cui Delfo con le braccia aperte alza la coppa conquistata al torneo delle contrade.

«Era una persona squisita – dice Alberto –, sempre con il sorriso in volto, disponibile, e ironico, nonostante la sua riservatezza. Era rimasto legatissimo al paese, era un pozzese doc e ora ci mancherà tanto». Anche la contrada del Pozzo, per nome del presidente Alessio Quiriconi, ha manifestato il cordoglio alla famiglia per un pezzo di storia della frazione che se ne è andato.

Il funerale di Delfo Venè, che lascia anche una figlia, Francesca, si svolgerà oggi alle 14 all’aperto nell’oliveto davanti alla chiesa di Pozzi dei Santi Leonardo e Guido. Ieri la camera ardente era stata allestita nella cappellina della Misericordia di Seravezza.

«Era una persona di quelle rare – lo ricorda il parroco Don Alessandro Previato - molto equilibrata e gioviale, amante della compagnia e dello sport. Soprattutto amava la famiglia, era molto legato alla moglie e alla figlia, e alla sua nuova famiglia». Circa un anno fa Delfo era stato colpito da un malore che gli aveva causato delle lesioni cerebrali, in conseguenza delle quali era rimasto in uno stato quasi totalmente vegetativo. —

T.B.G.

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