Sicurezza
Il Covid si porta via a 68 anni il “moncero”
L’ex calciatore e allenatore Silvio Francesconi era conosciuto in tutta la Versilia: aveva allenato anche il Seravezza
montignoso. Calcio apuano in lutto per la scomparsa di Silvio Francesconi. L’ex calciatore di Carrarese, Massese e Sarzanese anni degli anni Settanta si è spento a soli 68 anni, dopo essere stato ricoverato per covid al Noa lo scorso aprile. Oggi alle 15,30 si svolgeranno i funerali nella sua Montignoso. Lascia la moglie Giovanna, i figli e i nipoti. Centrocampista dalle grandi qualità, Francesconi iniziò la sua carriera con la Massese nel 1971. Nel 1973, il passaggio alla Sarzanese che coincise con la vittoria del campionato di Promozione. Dopo una breve esperienza al Carpi, nel 1977 arrivò la chiamata della Carrarese di Corrado Orrico. «Mi dispiace moltissimo quando vengono a mancare i miei ex giocatori», ha commentato a caldo il tecnico di Volpara. «Silvio è stato un bravissimo giocatore e una persona eccellente, poi era di Montignoso, quindi, ci vedevamo spesso». Queste le poche parole di Orrico particolarmente scosso e addolorato.
In maglia azzurra Francesconi giocò due stagioni, centrando la storica promozione in C2 nel 1978. Nel 1979 fu poi tra i protagonisti degli infiniti spareggi per la C1, che la Carrarese perse nella finalissima contro il Montevarchi dopo i supplementari. L’ascesa di Francesconi continuò nel 1979-1980. In quella stagione disputò 5 incontri in Serie B con la Ternana, per poi trasferirsi, nella sessione autunnale del calciomercato, all’Udinese in Serie A e conquistando una Coppa Mitropa con i bianconeri friulani. Al termine di quel campionato tornò alla Ternana, nel frattempo retrocessa in Serie C1. Dal 1981 al 1983 giocò per la Sanremese. Terminò l’avventura da calciatore con Migliarinese (1983-86) e Tuttocalzatura (1986-90). Da allenatore guidò le panchine di Tuttocalzatura, Castelfiorentino, Seravezza-Pozzi, Marina di Massa e Marina di Pietrasanta. A raccontare gli ultimi mesi di Francesconi è Giancesare Discepoli, suo grande amico ed ex compagno di squadra alla Carrarese. «Ero in contatto con la moglie di Silvio. Ci sentivamo ogni tre-quattro giorni, da quando era stato ricoverato. Avevo seguito l’evoluzione della malattia. L’altra settimana la moglie mi aveva detto che era peggiorato, poi martedì la notizia che Silvio non ce l’ha fatta. Io e Francesconi – continua Discepoli, trattenendo a stento la commozione – eravamo rimasti in rapporti molto stretti. Siamo diventati insieme giocatori con Orrico a Carrara. Ricordo che il mister lo chiamava scherzosamente “moncero”, che in dialetto vuol dire montignosino. Silvio dopo la Carrarese fece altre strade. Andò alla Ternana e all’Udinese. Era un grande giocatore e un grande amico. Sono molto dispiaciuto». —
Luca Santoni
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