Attenzione
Coluccini: «Avevamo diritto di governare»
In occasione della celebrazione del 2 giugno il sindaco affronta la questione delle dimissioni di nove consiglieri
Donatella Francesconi
massarosa. Si alza il Tricolore e risuona a lungo l’Inno di Mameli prima che il sindaco Alberto Coluccini prenda la parola nella giornata della Festa delle Repubblica italiana ma anche in quella che per lui è la prima senza consiglio comunale, dopo le dimissioni (contestuali come prevede il Testo unico Enti locali) di fronte a un notaio livornese di 9 consiglieri (più della metà). Oggi le dimissioni saranno protocollate per tramite di un delegato (con atto autenticato) all’ufficio Protocollo del Comune. Da qui in poi Coluccini rimane in carico per l’ordinaria amministrazione fino a che il Prefetto di Lucca non nomina un commissario che porterà Massarosa a nuove elezioni amministrative.
La prende larga, il primo cittadino di Massarosa parlando – in una piazza del Municipio decisamente poco affollata – del «sentimento, la passione, la voglia di essere una nazione unita per guardare al futuro, insieme», con riferimento alla Festa della Repubblica ma anche alle vicende locali che lo hanno “investito” nel tardo pomeriggio di martedì.
«Massarosa ha superato i 150 anni di storia, ed è un comune importante che sta vivendo uno dei momenti più tristi, più duri, della propria storia sotto la Repubblica italiana», sono le parole di Coluccini quando arriva a toccare il tema di quanto accaduto e di quanto accadrà. «Io garantisco che sarò un sindaco che farà fino all’ultimo secondo che gli sarà concesso gli interessi del mio territorio, dei miei cittadini», prosegue un Coluccini ancora in bilico, ieri mattina, tra la realtà delle dimissioni dei consiglieri e la speranza di risvegliarsi di botto da un brutto sogno. «Prometto a tutti», prosegue l’intervento, «che qualsiasi sarà il ruolo che dovrò ricoprire nelle istituzioni o come semplice cittadino, continuerò a farlo con passione, orgoglio, tenacia, con tutte le capacità che ho e di cui c’è bisogno». Poi Coluccini aggiunge: «Dico anche una cosa: ogni amministrazione c’è perché messa per volontà dei cittadini e avrebbe tutto il diritto di rappresentare i cittadini per il periodo che gli è concesso. Ai cittadini di Quiesa dico: spero che possano avere la loro scuola come ho cercato di fare io fino in fondo. Con un commissario, questa possibilità non ci sarebbe. Voglio dire anche a tutti i genitori che hanno i figli a scuola che con un commissario, molto probabilmente, a scuola le lezioni non sarebbero partite per tempo».
L’ultima frase suona un po’ come quelle dei messaggi per le storie d’amore che sono arrivate al capolinea: «Auguro buona fortuna». Parole con le quali il sindaco di Massarosa sembra prendere atto dell’amara realtà, come la normativa prevede stabilendo che « le dimissioni dei consiglieri comunali sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci».
E la campagna elettorale è già iniziata per tutti gli schieramenti pronti a contendersi il comune collinare che ancora per qualche anno dovrà fare i conti con il dissesto dei conti pubblici dichiarato dalla amministrazione Coluccini succeduta a quella del sindaco Franco Mungai (centro sinistra). —
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