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Denunce per piazza Statuto, il sindaco sta con la questura

Luca Basile
Denunce per piazza Statuto, il sindaco sta con la questura

Giovannetti interviene dopo la segnalazione di 23 manifestanti alla procura: «La polizia ha fatto il suo mestiere, in quelle proteste si era andati oltre»

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PIETRASANTA. «Il cantiere di piazza Statuto era autorizzato e in regola, la manifestazione no. La questura ha fatto semplicemente il proprio lavoro». Una notizia, quella delle 23 persone denunciate per le proteste contro il taglio degli alberi in piazza Statuto, che viene commentata in modo lapidario dal sindaco Alberto Giovannetti. Proteste andate in scena nelle scorse settimane per le quali si ipotizzano i reati di mancato preavviso di manifestazione, interruzione di pubblico servizio oltre al venire meno delle norme anti-covid. «Se la questura ha ritenuto di procedere si vede che ne ha ravveduto gli estremi. È stato, infatti, forzato e bloccato un cantiere. Ci sono modi e modi di protestare e manifestare dissenso, ma in piazza Statuto – evidenzia Giovannetti – si è andati molto oltre. Dispiace per questo epilogo e per le conseguenze che avranno questi comportamenti. Non è infatti giusto che un lavoro autorizzato venga bloccato da chi protesta in maniera non troppo democratica. Detto questo i cittadini avranno modo, nel caso, di dimostrare la propria innocenza».

Solidale, con i denunciati, il Partito democratico: «Premesso che non spetta a noi entrare nel merito del lavoro degli agenti di polizia giudiziaria, riteniamo che il principio sancito dalla Costituzione di potere manifestare civilmente rispetto a decisioni che appaiono prive di logica sia sacrosanto e che la politica in generale dovrebbe difendere e tutelare. Vogliamo esprimere la nostra solidarietà alle persone coinvolte dichiarando la nostra disponibilità a collaborare e sostenere la loro battaglia, le manifestazioni che si sono tenute e a cui abbiamo partecipato non ci sono apparse come momenti di guerriglia o momenti di violazione dei diritti altrui. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale sia la prima a gettare acqua sul fuoco e non certo ad alimentare scontri o ulteriori inasprimenti dei toni. Da parte nostra crediamo che quel confronto paritario tra i cittadini e l’amministrazione – che in realtà non è mai partito – debba essere la chiave di volta di questa intricata vicenda che già ha fatto molto male alla nostra città . Invitiamo ancora una volta ad aprire veramente un tavolo di condivisione, proprio all’ombra dei tigli - rilanciano dal Pd - che ancora sono rimasti integri: lo facciano il sindaco e gli assessori, respirino l’aria del confronto in modo così che ne potranno tutti beneficiare». Vicinanza ai 23 denunciati anche dal Pcl Versilia: «Saremo sempre dalla loro parte e in qualsiasi situazione potranno contare su di noi – scrive il coordinatore Alessandro Frediani –. Facciamo presente che tutte le manifestazioni si sono svolte in maniera pacifica. E comunque dietro di loro ci saremo sempre noi e, se volete, ora denunciateci tutti: saremo sempre e comunque lì, per una battaglia di civiltà e ecologista. Ribadiamo la nostra richiesta di dimissioni della Giunta". Al momento non arrivano invece commenti da parte di due degli avvocati – Luca Nannizzi e Gabriele dalle Luche – dei 23 denunciati mentre sui social e non solo, si lanciano proposte per sostenere economicamente, dal punto di vista legale, gli stessi cittadini coinvolti nell'inchiesta. —

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