Il dolore
Le Oceaniche oggi sono vincolate come bene culturale
Donatella Francesconi
viareggio. Mentre si attendono notizie dall’Istituto centrale del restauro che ha mandato a Viareggio i suoi funzionari per prendere visione delle Oceaniche di Giulio Turcato, che il Comune ha fatto rimuovere dalla restaurata piazza Puccini destinandole a un lungo tour di magazzini e capannoni comunali o di società partecipate, alla vicenda si aggiunge un nuovo capitolo. Quello del vincolo posto dal segretariato regionale del ministero per i beni e le attività culturali che ha dichiarato «di interesse storico-relazionale» il bene denominato “Gruppo monumentale Oceaniche”, sottoponendolo dunque «a tutte le disposizioni di tutela contenute nel Decreto legislativo 42/2004».
Decreto legislativo meglio conosciuto come “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, nel cui testo – all’articolo 30 – si legge che lo Stato, le Regioni, gli altri Enti pubblici territoriali, nonché ogni altro Ente ed Istituto pubblico non solo «hanno l’obbligo di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza», ma «fissano i beni culturali di loro appartenenza nel luogo di loro destinazione, nel modo indicato dal soprintendente».
Questo significa che quando le Oceaniche saranno restaurate, il Comune di Viareggio non potrà sottrarsi dal confronto per la loro collocazione con quella Soprintendenza di Lucca che si è già espressa da tempo per il ritorno in piazza Puccini. Soprintendenza che, va ricordato, e già a inizio 2020 aveva avviato il procedimento amministrativo di dichiarazione dell’interesse culturale dell’opera che ha un valore stimato intorno al mezzo milione di euro. E come tutte le opere d’arte può piacere o non può piacere, ma questo non le fa perdere la posizione nel panorama artistico.
L’opera donata da Giulio Turcato alla città di Viareggio prima di morire (Turcato ha scelto di essere sepolto a Viareggio) fu così accolta dalla allora amministrazione al governo della città: «L’amministrazione comunale di Viareggio ebbe ad esprimere il più vivo apprezzamento per l’opportunità di collocare in una delle principali piazze cittadine la scultura che avrebbe rappresentato sicuramente un segno di arricchimento del valore artistico, nell’ambito di quella tradizione di relazione tra Viareggio e il mondo culturale internazionale».
Insomma, oggi le Oceaniche che l’attuale capogruppo della Lega , Alessandro Santini, dopo la loro rimozione da piazza Puccini scovò agli ex Macelli, smontate e lasciate a terra in compagnia di oggetti da gettare, per poi finire traslocate in un capannone dell’azienda dei rifiuti in via Comparini, diventano oggi bene da tutela per vincolo e relativa normativa, come si legge nell’atto che lo stesso Santini ha inseguito nei meandri della burocrazia. —
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