Sicurezza
Da martedì i ristoranti raddoppiano i posti
Potranno riaprire le sale interne dei locali: «Ma la clientela è cambiata»
VIAREGGIO. Da domani sarà più facile trovare posto nei quasi 700 ristoranti di Viareggio e Versilia: per la prima volta dopo tre mesi e mezzo i locali potranno usare anche le sale interne, grazie all’allentamento delle misure anti-Covid.
Per molte attività significa raddoppiare i coperti disponibili. Altre cominciano addirittura a lavorare sul serio, perché hanno pochi tavoli all’aperto, o nessuno: è il caso di locali cult come Lorenzo a Forte dei Marmi, gestito della famiglia Viani, e Romano della famiglia Franceschini a Viareggio. Un toccasana, dopo un anno durissimo a causa della pandemia. E lo stesso via libera riguarderà i bar, che potranno servire al bancone e anche far sedere la clientela all’interno per colazioni e aperitivi.
In generale per gli imprenditori della ristorazione è un altro passo verso la normalità, considerando che il coprifuoco alle 23 sarà allungato alle 24 a partire dal 7 giugno; dal 21 giugno, con il passaggio alla zona bianca, non ci sarà più alcun limite orario. La novità, perché tale va considerata la normalità, dà sollievo, ma fa nascere anche molte domande nella categoria. Che sta notando un cambiamento della clientela, per quanto riguarda richieste e abitudini. E si sa che un buon imprenditore deve sempre annusare l’aria con un certo anticipo, se vuole sopravvivere.
«La possibilità di usare i tavoli al chiuso, per noi come per molti altri colleghi a Viareggio, è molto attesa – dice Guido Lombardi, titolare del ristorante Da Giorgio a Viareggio – All’interno avremmo 70 posti, ma con il distanziamento obbligatorio ne possiamo utilizzare circa la metà. Rispetto alla dotazione attuale, significa comunque raddoppiare i coperti». Finora “Giorgio” ha sempre registrato il tutto esaurito, ma con alcuni cambiamenti che hanno molto colpito il titolare Lombardi, un capitano di lungo corso nel settore. «Ci sono sempre meno pranzi di lavoro – dice – Ho l’impressione che sia dovuto allo smartworking. L’estate? Mi aspetto ottime cose. Gli affitti estivi a Viareggio sono praticamente introvabili: tutto preso, o quasi. E c’è chi ha deciso di comprare casa, pur di spostarsi qui».
Il ristorante Amaro, sempre in centro a Viareggio, aveva deciso di modificare la propria offerta per via delle restrizioni: era stato deciso l’orario continuato, con aperitivo. «Anche per noi – dice Alberto Belluomini, che gestisce il locale assieme al fratello Daniele Belluomini – è un ritorno all’operatività autentica, al punto che dobbiamo organizzarci come non ci capitava da tempo. Di fatto raddoppiamo una disponibilità di coperti che, con la sola veranda esterna, non era superiore a 30». Anche i titolari di Amaro ritengono che «ci vorrà tempo perché la clientela torni a essere quella di prima: c’è ancora molta preoccupazione. Come i nostri colleghi, tuttavia, riteniamo che l’estate sarà molto soddisfacente».
La tensione che resta, dopo un anno di pressione psicologica causata dalla pandemia, la notano tutti i ristoratori. Al punto che David Cecchi del ristorante La Corteccia a Massarosa pensa a modifiche strutturali del suo locale che tengano conto di un timore sempre presente per l’uscita a cena. Soprattutto quando c’è la prospettiva di mangiare al chiuso. «Sto valutando se non sia il caso di aumentare la disponibilità di tavoli all’aperto – dice Cecchi – Ho l’impressione che si farà fatica a prenotare al chiuso. In questi giorni, inoltre, le cene sono sempre state in stile... Grand prix: massima velocità per poter mangiare e andare alla cassa entro le 22,40, avviandosi poi verso casa per non violare il coprifuoco. Siamo tutti un po’ provati e forse c’è chi non si rende conto che stiamo uscendo dal tunnel».
Di sicuro i locali manterranno un profilo di attenzione, tenendo conto proprio di questo atteggiamento guardingo da parte dei clienti. «Siamo ben felici di recuperare una trentina di posti all’interno, che assieme ai 50 fuori ci consentono di passare a 80 – dice Daniela Barbani, che assieme a Massimo Mariozzi, Alessandro Fazzi e Giulio Luccio guida l’osteria Candalla a Camaiore – Però fino a che ci saranno le regole per evitare il contagio le rispetteremo in maniera rigida. I tavoli saranno distanziati e da quattro posti: niente tavolate. Tra l’altro, a prescindere dai coperti, siamo sempre stati, e siamo tutt’ora, pieni». —
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