Italia
Confesercenti sulle sagre: «Tuteliamo le nostre imprese»
Benvenuti, responsabile Versilia dell’associazione, risponde al presidente della Consulta del volontariato di Massarosa: «Ci sono dei paletti, rispettateli»
viareggio. L’associazione Confesercenti «ha il compito di tutelare le imprese che rappresentiamo non attraverso posizioni demagogiche, ma attenendosi alle leggi e ai regolamenti sia locali che nazionali. Sulle sagre la Regione, diciamo noi finalmente, ha fissato dei paletti ben precisi che riteniamo debbano essere rispettati. Paletti che riguardano la durata della sagra, la sua finalità e gli organizzatori. Se vengono rispettati questi tre cardini, ovviamente, non possiamo dire niente a livello legislativo. Ci sarà permesso comunque, lo speriamo, di criticarne l’opportunità in questa fase di lentissima uscita dalla pandemia».
Arriva immediata la replica di Confesercenti Toscana Nord, con il suo responsabile area Versilia Daniele Benvenuti, al presidente della Consulta Rino Del Greco sulla questione delle sagre a Massarosa. «Sulla durata, per esempio, la Regione ha fissato un termine perentorio attraverso la propria legge sul commercio (la 62 del 2018) con l’obbligo di non poter superare i dieci giorni consecutivi e, con una integrazione del luglio 2020, anche l’obbligo di non superare neppure i due fine settimana consecutivi. Se la Consulta rientra nelle deroghe a questa legge, faccia pure tre mesi di sagre per ripianare i propri bilanci. Siamo contenti per il suo presidente, molto meno per quei ristoranti che vedranno, invece, i loro bilanci continuare a perdere anche in una fase che tutti si auguravano fosse di ripartenza. Ma ognuno giustamente guarda a casa propria». Sulla questione dello statuto e del “mangificio” Benvenuti precisa: «È sempre la Regione ad aver messo dei paletti come la tipicità dei piatti offerti nelle sagre, distinguendoli quindi da un ristorante e da qui il termine “mangificio”, visto che le sagre hanno numeri impensabili per una attività di ristorazione a posto fisso che ad esempio dovrebbe pagare decine di camerieri per servire i clienti con costi insostenibili. Tra i paletti c’è la necessità di coinvolgere gli operatori in sede fissa. E ancora l’obbligo che ad organizzare sia davvero l’ente o l’associazione (ecco la questione relativa allo statuto). Aggiungiamo poi l’applicazione dei protocolli sanitari che ad oggi sono ancora in vigore: qualche restrizione nell’eventuale zona bianca decadrà come il limite di quattro persone al tavolo, altre resteranno a cominciare dal distanziamento dei tavoli. Le nostre – conclude il responsabile Versilia di Confesercenti – sono considerazioni pacifiche di buon senso, senza mettere in discussione il valore del volontariato la cui sopravvivenza ci viene detto è legata esclusivamente alle sagre. E soprattutto parliamo di regole che i ristoratori devono applicare in maniera tassativa con costi che gravano sui loro bilanci già da molti mesi, a fronte di incassi irrisori». —
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