La protesta
Massarosa patria dello street food tra le polemiche
Banchetti di cibo al cartoccio e prodotti tipici in strada Ma alcuni commercianti protestano: ci faranno troppa concorrenza
Massarosa. Sarà un giorno da leccarsi i baffi che però sta già creando alcuni dissapori. Sabato e domenica prossimi la piazza del mercato di Massarosa diventerà la piccola capitale dello street food, ovvero le leccornie da strada e al cartoccio, con uno sguardo particolare ai prodotti tipici. Ma non tutti sono contenti, soprattutto i ristoratori del posto che stanno faticando a riprendersi dopo le chiusure.
Gli chef su ruote provenienti da tutta Italia prepareranno le proprie specialità: ci sono le roposte tipiche fiorentine come coccoli e lampredotto, gli hamburger di Angus, le patate farcite, la polenta in tutti i modi, le specialità siciliane, il pastrami, primi piatti e panini al tartufo, la porchetta e la salsiccia medievale, il poke hawaiano.
Insomma sarà un viaggio attraverso il cibo da strada di tutte le nazioni e e la possibilità di godersi del cibo particolare all’aria aperta. Gli organizzatori assicurano che «questo mercato del cibo permetterà di mangiare all’aperto con tavoli distanziati e sanificati oppure di passare a prendersi qualcosa e mangiare a casa in totale tranquillità. Saremo operativi con i seguenti orari: sabato dalle 11 alle 23; mentre domenica dalle ore 11 alle 23».Proprio perché si tratta di un’iniziativa a cui potrebbero partecipare potenzialmente molte persone, sta salendo il malcontento, soprattutto tra gli imprenditore. A rivolgersi al Tirreno per sottolineare la propria rabbia sono alcuni ristoratori e gli esercenti della zona: «In un primo weekend in cui sarà possibile ospitare i clienti anche all’interno dei ristoranti, questo festival del fast food è del tutto inappropriato - fanno sapere alcuni ristoratori che preferiscono rimanere anonimi - non capiamo come sia possibile che l’amministrazione, che da una parte taglia le sagre, dall’altra permette che si possa svolgere un’attività del genere nel primo fine settimana d’estate. Sicuramente non c’era bisogno di fare questa scelta».
La decisione è stata presa e ormai è solo un conto alla rovescia. —
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