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Decreto Sostegni bis Per famiglie e ditte sospese rate per 600 milioni

L.C.
Decreto Sostegni bis Per famiglie e ditte sospese rate per 600 milioni

Gli effetti versiliesi della proroga delle moratorie bancarie Antognoli: «Ora bisogna far ripartire gli investimenti»

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viareggio. Seicento milioni di prestiti che imprese e famiglie versiliesi non dovranno restituire fino al 31 dicembre. Più altri 500 milioni che si prevede potranno essere emessi a favore delle aziende con la garanzia quasi totale prestata dallo Stato.

Il decreto Sostegni bis, da poco emanato, ha ricadute importanti anche sull’economia della nostra zona. A spiegarle è Gianfranco Antognoli, fondatore di Concredito: «La questione della liquidità – dice – è fondamentale. La moratoria è fatta in maniera ancora più intelligente, visto che riguarda anche i fidi di smobilizzo, oltre alla proroga per i prestiti non rateali e la sospensione del pagamento delle rate di mutui e canoni leasing. Attenzione, però: dovrà essere fatta una comunicazione via posta elettrnica certificata entro il 15 giugno al soggetto erogatore. In Versilia ci sono non meno di 600 milioni di prestiti interessati e si prevedono quasi 500 milioni di nuove richieste garantite dalla garanzia gratuita dello Stato al 90%. Ora si spera che si possa cominciare a incassare e da gennaio si potrà ricominciare a pagare».

Il decreto contiene anche una nuova tranche di ristori che però, per Antognoli, rappresentano una storia destinata a terminare: «I ristori sono importanti, arriveranno a breve e con quello sarà finita. Perché non sono la soluzione al problema, la soluzione è la ripresa economica. I 240 miliardi del Recovery fund favoriscono gli investimenti nel settore pubblico e privato, investimenti che devono portare a nuova occupazione. E non mi preoccupano i soldi presi a prestito, perché grazie a questi il “Cura Italia” potrà essere molto più robusto. E questo sarà un debito buono, come dice il presidente del Consiglio Mario Draghi».

Proprio sulla questione dei soldi dall’Unione Europa, per Antognoli ora il Governo dovrebbe «cominciare a utilizzare l’anticipo sul recovery che arriverà a luglio. Venticinque miliardi di euro per favorire investimenti privati e pubblici, come messa in sicurezza e realizzazione di nuove opere infrastrutturali. Ad esempio finalmente si potrebbe pensare anche a realizzare la Tirrenica».

Il vero punto di ripartenza, però, sarà quello rappresentato dall’economia: «La cosa più importante – ragiona Antognoli – è che i vaccini stanno funzionando e che si sta riaprendo tutto. L’economia riparte e quando Draghi parla di rimbalzo lo dice perché il rimbalzo c’è già. Vuol dire che le aziende investono, producono, la gente consuma, i turisti arrivano e con gli incassi si tonifica il sistema economico, che vive della domanda aggregata. Quanto tempo serve per tornare livelli precrisi? Le previsioni del Governo e dell’Ue parlano di rimbalzo del 4,5%, ma credo che potrebbe essere superiore. Questo decreto accompagna intelligentemente e favorisce questo rimbalzo, quello vero, che accompagna la ripresa in termini sociali e occupazionali. In un sistema bancocentrico come il nostro il ruolo delle banche è importante. Le banche piccole tendono a essere più legnose, facendo perdere tempo a chi vuole soldi per fare un investimento e quindi dare lavoro ad altre persone. E invece in una situazione come questa è importante che tutti remino dalla stessa parte». —

L.C.

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