La manifestazione
Nasce la “Casa dei diritti” nell’edificio sottratto alla mafia
L’immobile di via Sant’Antonio affidato ad associazioni con Arci capofila Fra i servizi offerti, una web radio e uno sportello per l’immigrazione
viareggio. I ragazzi di vent’anni, insieme agli adulti di 30 e di 40, anche di più. Di età diverse, come le associazioni di cui fanno parte e le tematiche – spesso problemi – che affrontano. E cercano di risolvere. Per evitare che le persone finiscano ai margini della società. Un impegno che potranno portare avanti alla Casa dei Diritti, immobile in via Sant’Antonio 34 un tempo in mano alla mafia, a essa confiscato e poi assegnato idealmente alla comunità. Ieri in tarda mattinata, l’inaugurazione ufficiale.
«Il vero successo è proprio questo: restituire un bene alla città attraverso dei servizi utili per chi ha più bisogno», rimarca Jan Vecoli, presidente di Arci Versilia, ente capofila di un progetto «dall’enorme valore sociale», come afferma Federica Maineri, vicesindaco del Comune di Viareggio. Che dalla Regione aveva ottenuto circa 67mila euro (il 75% del contributo richiesto) per ristrutturare l’immobile – sviluppato su due unità – e permettere ad associazioni che operano nel sociale e a cittadini attivi sul territorio di poterne usufruire. «È un esempio virtuoso, lo abbiamo sostenuto con la massima convinzione», la “benedizione” dell’assessore regionale Stefano Ciuoffo. «Non si può dire che la mafia non c’è o che non esiste: sarebbe come farle un favore. Guai ad abbassare la guardia: la Toscana è tra le regioni che attraggono più capitali di provenienza illegittima», ammonisce. Oltre a Arci Lucca e Versilia il progetto vede coinvolte anche le associazioni Reagisco (che contrasta il racket e l’usura), Libera Viareggio (presidio Rossella Casini), ImpegnArci e Cro Darsene con il sostegno di Fondazione Banca del Monte di Lucca, Lions Club Viareggio Versilia Host e Chiesa Valdese.
La Casa dei Diritti si propone come «un contenitore polivalente», così lo definisce Maineri, dove poter avviare (o proseguire) attività di carattere culturale ricreativo, oltreché sociale. Si pensi, ad esempio, a Radio Sankara, una web radio – allestita proprio all’interno dell’abitazione – che in questi mesi ha visto crescere progressivamente il numero degli ascoltatori grazie ad un palinsesto trasversale, con programmi di attualità, cultura e sport. «Una voce libera», sintetizza il direttore Alessandro Bartolini. La radio (il nome è il medesimo della squadra di calcetto composta da una selezione mista di migranti che rientrano nei progetti Sprar e ragazzi italiani) è gestita da Arci Lucca Versilia. Che si occuperà inoltre dello Sportello immigrazione (supporto burocratico e informazioni su abitazioni e opportunità di lavoro) e di quello Lgbtq+ “Free to be” (sostenuto con i fondi all'Otto per Mille alla Chiesa Valdese), che oltre a fornire assistenza legale e psicologia, promuove la cultura della diversità e della non discriminazione. Trovano inoltre spazio nella Casa dei Diritti l’associazione Reagisco (con un centro d’ascolto per le vittime di usura) e Libera Viareggio (che informerà sulle attività a livello locale e nazionale, rivolto in particolare a chi intende avvicinarsi alle tematiche di giustizia sociale e lotta alla mafia). —
Gabriele Noli
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