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Addio al grande “Cricco”, anima e cuore di Pietrasanta
Vittorio Focacci è stato imprenditore balneare e protagonista della vita cittadina. Uomo generoso e disponibile, ha fatto rinascere la squadra di calcio e il carnevale
PIETRASANTA. Aveva un gran cuore Vittorio “Cricco” Focacci. Ed è stato proprio quel suo gran cuore che da tempo lo tormentava, a tradirlo e a portarlo via, nella giornata di ieri all’età di 77 anni. Separato dai suoi affetti, dal suo mare, dalla sua Pietrasanta. Un generoso, Focacci con quel soprannome, “Cricco”, che lo corteggiava da sempre. Come un’ombra fedele in ogni sussulto di una vita vissuta a pieni polmoni, senza mai risparmiarsi, gettandosi nella mischia quotidiana con l’animo dell’uomo semplice e geniale al tempo stesso. Pioniere nell’imprenditoria, ma capace di dare, senza chiedere nulla in cambio, alla sua comunità.
Focacci amava profondamente Pietrasanta dove era nato, come spesso ricordava, nella casa che si affacciava «su via Aurelia al numero 1». Ma quella nascita, sfiorì ben presto nel dolore perché lo stesso giorno morì, in guerra, Bruno Focacci, il babbo mai conosciuto, medaglia d’argento al valore militare.
Un’adolescenza non semplice condivisa accanto alla mamma Dionise che, con la polleria aperta dalle parti di Seravezza, gli insegnò il mestiere, quello vero, quello che non si impara sui banchi di scuola. La polleria, prima in piazza delle Poste e poi all’interno del mercato comunale, è stata l’attività che forse più di tante altre ha fatto conoscere il suo straordinario senso degli affari, supportato dalla moglie Anna. Con un divenire ricco di successi: l’acquisto del bagno Liù a Fiumetto nel 1981, quello del ristorante il Vaticano nel cuore del centro storico, il bed and breakfast alle “Buriane” di Capezzano Monte.
«Cricco aveva idee rivoluzionarie, vedeva in anticipo quello che poi sarebbe diventato di uso comune nel tempo», ricordano gli amici. Un pioniere, si diceva: fu il primo balneare a portare in dote sulla spiaggia di Marina le sdraio in alluminio, la doccia calda, la piscina. E ancora a inserire il pesce nel menù dei ristoranti pietrasantini che oltre tre decadi fa privilegiavano, invece solo la carne.
Ma Focacci è stato anche il successore di Sergio Bernardini alla presidenza del Pietrasanta calcio dove risanò i conti e mise in piedi una squadra che ancora oggi viene ricordata dai più. Così come viene ricordato da generazioni di giovani, oggi ben oltre con l’età, il suo ruolo di dirigente-allenatore nella Don Bosco-Mazzola e ancora per essere stato il vero protagonista del rilancio del carnevale pietrasantino agli albori degli anni 70 con il suo ruolo di trascinatore nella contrada della Lanterna o per l’impegno che metteva a servizio della Croce Verde. Come quando esortava i cittadini, da un altoparlante posizionato alla meglio sulla propria auto, a donare vestiari e cibo per poi caricare il tutto su un mezzo per portarlo ai terremotati del Friuli.
C’è una foto che testimonia, idealmente, il suo animo buono e generoso: un patino che solca un mare di fango nella Pietrasanta alluvionata del 1996. Quel giorno, insieme ai figli Andrea e Francesco e a Enrico Tedeschi portò ogni genere di aiuto possibile alle famiglie rimaste intrappolate nelle case. Era anche “l’omone” che non si tirava di certo indietro quando andava in scena la “rissa” sportiva e volavano “manate” come se piovesse, in scia alle partite del Pietrasanta e che sconfisse una terribile malattia quando i medici gli diagnosticarono poco più di un mese di vita.
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La scomparsa nel 2014 del figlio Francesco lo aveva profondamente segnato, ma la sua voglia di dare non era mai venuta meno. Ieri pomeriggio erano in tanti, fra bagnini e colleghi balneari, ad accompagnare la salma di “Cricco” fino a lambire le onde per un lungo abbraccio condiviso con la moglie Anna, i figli Bruno e Andrea, i sei nipoti che amava infinitamente.
«Fateci ringraziare tutti i medici che in questi anni lo hanno aiutato nella malattia – dicono i familiari – in particolare in questo ultimo periodo il dottor Corti e tutto il reparto di medicina intensità due del Versilia». Abbraccio che proseguirà nella giornata di oggi, presso la cappellina della Croce Verde mentre i funerali sono fissati per domani pomeriggio, alle 15. 30, in Duomo. L’ultimo saluto a un uomo che ha dato tutto quello che aveva dentro alla sua gente, ai suoi amici e alla sua città. Poi le ceneri saranno disperse nel suo amato mare. —
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