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«Le Pinete sempre allagate? È cosa nota fin dal 2008»

Donatella Francesconi
«Le Pinete sempre allagate? È cosa nota fin dal 2008»

Il consigliere Nicoletti: «È scritto nel Piano forestale scaduto quattro anni fa» Pardini: «Assurdo che Viareggio non abbia un ufficio del verde pubblico»

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Donatella Francesconi

viareggio. Mai tanto si era discusso delle sorti del verde pubblico cittadino, caratteristica di Viareggio quanto le sue spiagge. Da una parte l’affermazione dell’assessore Federico Pierucci che descrive una pineta di Levante (per gran parte in area Parco naturale) come arrivata «alla fine del ciclo vitale», dall’altra le voci dei consiglieri di minoranza Tiziano Nicoletti (lista “Bonaceto sindaco”), Barbara Paci (Gruppo misto) e Alberto Pardini (Lega). I quali – nella seduta di lunedì – hanno respinto al mittente questa impostazione. «Le criticità che oggi emergono derivano dal substrato sabbioso che diventa incoerente se permeato dall’acqua di falda o da quelle delle piogge»: è la condizione odierna come descritta, però, nel Piano di gestione forestale delle due pinete, valido dal 2008 al 2017. A ricordarlo è l’avvocato Nicoletti: «Il problema degli alberi, anche in buona salute, che cadono è quello è reticolo idrico, non le potature. E non lo è da oggi: tanto che nello stesso Piano forestale oggi scaduto si ricorda che su 11.600 metri della rete dei fossi, per il 50 cento c’è carenza idraulica». Il messaggio di Nicoletti all’amministrazione in carica è senza appello: «La negligenza operativa e la mancanza di rispetto della normativa che impongono una determinata cura del verde sono ataviche per questa amministrazione».

Che – come ha rivendicato lo stesso assessore Pierucci – si vanta di aver proceduto con «tanti verbali di somma urgenza» relativamente alle esigenze di cura del verde pubblico in città. Spese in somma urgenza come quella portata al voto del consiglio comunale di lunedì: 44mila per i tagli effettuati in via Indipendenza in base alla relazione della azienda pisana “Treelab”. «Una zona», ha ricordato Nicoletti, «che era già stata oggetto di verifiche nel 2019 dalla stessa Treelab, così che non vi sono le caratteristiche per l’atto in somma urgenza. Perché la situazione era già stata evidenziata in precedenza, più volte».

Un tema toccato anche dalla consigliera Paci, la quale ha più volte chiesto all’assessore Pierucci «perché si debbano spendere somme aggiuntive per una verifica della salute dei pini adiacenti a via Indipendenza da parte della ditta Treelab incaricata nel luglio 2020 di una relazione tecnica che indicava la necessità di esaminare le piante di parte del viale dei Tigli e di via Virgilio nella zona del viale, tutte a un passo dalla via Indipendenza che presenta un alto livello di urbanizzazione unito alla densa presenza di pini. Nella relazione affidata a Treelab sul rilievo cartografico della stabilità del patrimonio arboreo cittadino si parla di alberi di particolare criticità sul viale dei Tigli, degni di particolare attenzione perché vicini alla strada. Perché non è inclusa via Indipendenza nell’area che si è chiesto di valutare?». A queste domanda specifica l’assessore Pierucci «non ha risposto», ha più volte sottolineato la consigliera Paci.

Pardini, per la Lega, ha posto una questione tecnica che non è secondaria, però: «Come si fa a non avere un ufficio Verde pubblico in una città turistica come Viareggio che deve la sua attrattività anche agli ampi spazi verdi?». Al momento, infatti, a dirigere il settore c’è la comandante della polizia municipale, Iva Pagni, la quale non può che avere un’attenzione particolare alla sicurezza anche quando si tratta di alberi e non di incroci. «Sul Verde pubblico», ha sottolineato ancora Pardini, «serve progettualità. Affermare che avendo meno alberi serve a eliminare anche il problema dell’acqua di falda non funziona, E continuare ad amministrare il settore attraverso i provvedimenti di somma urgenze è come ammettere che fino ad adesso non avete fatto il vostro dovere e quindi ci mettete, via via, un “toppino”».

Sulle spese in somma urgenza si è espresso anche il consigliere di “Civicamente”, Luigi Troiso: «Con le somme urgenze andiamo a spendere tre volte di più di quanto accade in altre città ed è un modo operativo troppo costante, Che indica troppa confusione e poca programmazione». —

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