Sicurezza
Viareggio, un anno senza Davide e il suo Teatro Rumore
Il 23 maggio dello scorso anno la scomparsa a 43 anni del regista Moretti. Ma la compagnia fondata insieme a Ilaria Lonigro continua ad andare avanti
Cristina Bulgheri
Viareggio. Tutto sembrava impossibile, un anno fa, all’indomani della sua morte: il pensiero di tornare su un palcoscenico a fare Rumore senza Davide Moretti, che a quel rumore aveva dato corpo e voce per anni, non sfiorava la mente di nessuno: né dei suoi allievi, né tanto meno della sua compagna, Ilaria Lonigro. Tutti orfani del maestro, della mente geniale, dell’ideatore di tanti spettacoli che avevano il profumo della denuncia, del puntare il dito, del richiamo ad una riflessione che scuotesse le anime dal qualunquismo generale.
Per questo aveva chiamato la sua compagnia Teatro Rumore: rumore per svegliare le coscienze, rumore per attirare l’attenzione su fatti o casi che non potevano essere consegnati all’oblio.
Erano nati così gli spettacoli sulla Strage di Sant’Anna (70+1 o Nella mano la memoria), sui manicomi (Questo strangolato rumore, ispirandosi ad un altro maestro come lo scrittore viareggino Mario Tobino), fino al toccante 32 a beautiful things dedicato alla strage di Viareggio, che ha portato in scena nel 2019 in occasione del decimo anniversario della tragedia che ha segnato la storia della città. E che rappresenta una sorta di testamento. Dieci repliche “sold out” al Teatro Jenco, che hanno commosso e toccato nel profondo chi era presente, mentre lui stringeva i denti e continuava, con il sorriso sulle labbra, a lottare contro la malattia che da tempo non gli dava tregua.
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Ai lamenti preferiva i progetti, al piangersi addosso opponeva l’idea di un futuro. Che per lui però si è interrotto il 23 maggio di un anno fa facendo calare – ma solo per un poco – un silenzio attonito sull’universo di Teatro Rumore. Senza di lui, che ne era il centro, i pianeti, gli asteroidi e le stelle con cui identificava i gruppi dei suoi ragazzi, tutti sembravano aver smarrito la loro orbita. Fare Rumore senza di lui sembrava impensabile.
Ma i miracoli avvengono e oggi, in un anno peraltro complesso aggravato dalla pandemia, la scuola fondata da Moretti conta 140 iscritti, nove gruppi con allievi di varie età: i pianeti hanno ricominciato a girare, le stelle a brillare. Non c’era allora un modo migliore per ricordarlo, a un anno dalla scomparsa, che far vivere simbolicamente la sua galassia ricreata oggi al cancello del teatro Jenco con un “gioco” di palloncini a rappresentare i gruppi teatrali (Stelle, Luna, Sole, Makemake, Plutone, Haumea, Giove, Cerere, Big Noise) e lui, Davide, al centro, perno che continua a farli girare, con l’aiuto preziosissimo di Ilaria Lonigro che ne ha raccolto il testimone sfidando anche le restrizioni del Covid.
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Ilaria ha accolto intorno a sé grandi e piccini, superando, come in una grande famiglia, anche momenti di nostalgia, di commozione, lasciando spazio alla maturità e alla spensieratezza, e si è fatta interprete dei pensieri e delle intuizioni del compagno, ha proseguito i lavori lasciati in sospeso o appena abbozzati. Un modo perché Davide e il suo Teatro Rumore restino comunque in vita. —
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