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Il bilancio viene approvato tra i litigi della maggioranza

Cesare Bonifazi
Il bilancio viene approvato tra i litigi della maggioranza

L’assemblea vota il consuntivo del 2020 ma il sindaco arriva tardi e non relaziona E dall’opposizione: «Coluccini ha già fatto tre milioni e mezzo di disavanzo»

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Cesare Bonifazi

Massarosa. Il consiglio comunale di venerdì sera a Massarosa ha avuto come risultato il voto del bilancio consultivo dell’anno 2020. Un attoche fotografa la situazione del primo vero bilancio post dissesto. Ma il contesto in cui è avvenuta la votazione è stato tutt’altro che regolare: alcune discussioni all’interno della maggioranza hanno rischiato infatti di far saltare il numero legale. I fatti sono questi: al primo appello delle 21 risultavano assenti in consiglio comunale, oltre ai tre fuoriusciti, anche il sindaco Alberto Coluccini, e il consigliere Giovanni Brocchini. Secondo alcune indiscrezioni, il motivo di questo ritardo è da ricercarsi in un messaggio inviato proprio dal primo cittadino in un gruppo di maggioranza in cui si faceva riferimento al fatto che si mandava «tutti a casa». Una reazione di Coluccini a una discussione con la capogruppo della Lega, Elisa Montemagni, su una mozione presentata dal centrosinistra che prevede sconti per l’acquisto di assorbenti femminili nelle farmacie: atto che Montemagni, seppur con emendamenti, avrebbe voluto votare ma su cui il sindaco dissente. La mozione è del tutto simile infatti a quella che la stessa Lega ha portato in consiglio regionale e che Montemagni ha votato.

«Se il centrodestra ha più simboli è perché ci sono delle differenze, non ho problemi con il sindaco o l’amministrazione – fa sapere Montemagni – sulle cose minori non si manda all’aria un’amministrazione e infatti sulle decisioni importanti noi della Lega eravamo presenti. Credo che certe battaglie, come quella sul prezzo dei prodotti di prima necessità per le donne, non abbiano bandiera politica ma siano a vantaggio di tutta la comunità».

Ma proprio sul merito il sindaco non è d’accordo e spiega che non c’è margine per approvare una mozione del genere: «Le farmacie comunali nell’ultimo anno hanno venduto 777 assorbenti in totale. Confezioni che sono nei nostri punti vendita a prezzo scontato su cui il ricarico medio è il 26 per cento e il fatturato annuo è di 2700 euro. Il che significa esattamente 600 euro di utile lordo».

L’altro fatto che desta interesse è il fatto che il primo cittadino, che ha anche la delega al Bilancio, arrivando in ritardo rispetto alla convocazione («Non per il litigio – spiega – ma per motivi personali»), non ha illustrato all’assemblea i nodi del consultivo ma ha lasciato che a farlo fosse la dirigente del settore economico Garbati. Coluccini si è limitato a votare in maniera favorevole all’atto. Scendendo nel merito del bilancio, secondo l’amministrazione tra le maglie dei conci ci sono oltre 10 milioni di euro in servizi, la chiusura della cassa positiva al 31 dicembre scorso e soprattutto i tempi di pagamento delle aziende che hanno lavorato per il comune che passa da una media di 368 giorni di prima del 2019 a 88 giorni. Nel dettaglio la spesa per l’ordine pubblico e la sicurezza è stata pari a 618. 238 euro, per l’istruzione 1. 718. 363 euro, per lo sport 114. 393 euro, per il turismo 34. 177 euro, per l’edilizia 657. 863 euro, per l’ambiente 5. 184. 840 euro, per il trasporto 594. 243 euro, per la protezione civile 164. 858 euro, per i diritti sociali 1. 998. 593 euro. La cifra sugli investimenti è 1. 393. 152 euro, tra i quali la messa in sicurezza della Gora di Stiava, la manutenzione della scuola a Corsanico i lavori a quella di Quiesa.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Sono infatti Gli oppositori di centrosinistra a mettere in luce come ci sia già un buco sul bilancio: «Il primo bilancio di Coluccini chiude con un disavanzo da tre milioni e mezzo – fanno sapere in una nota – Un atto senza precedenti: il rendiconto e va in consiglio senza un intervento dell’amministrazione e del sindaco che compare solo alle 21: 52 e che non dice una parola, lasciando relazionare la dirigente, lasciata sola a discutere un atto politico, una fuga dalle proprie responsabilità. L’atto di ieri sera fotografa l’andamento dal 1 gennaio al 31 dicembre 2020 sotto l’attuale amministrazione, dopo la tabula rasa del dissesto. Ebbene il bilancio stabilmente riequilibrato chiude con un buco di oltre tre milioni e in disavanzo di parte corrente. Nel corso dell’esercizio si sono formati nuovi residui attivi per quasi cinque milioni, che con i criteri di Coluccini sarebbe elemento sufficiente per un nuovo dissesto. Poiché, secondo lui, sono soldi messi in bilancio non ancora incassati e hanno speso soldi che non avevano. Quel dato segnala una difficoltà a incassare. Nel 2020 il Comune ha incassato due milioni in meno dell’anno del dissesto, quando secondo lui le entrate erano sovrastimate. Si parla di incassato, non di accertato. È la conferma del paradosso del dissesto: il primo caso al mondo di un comune che fallisce perché incassava troppo». —

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