La manifestazione
Crisi, alta tensione tra la Lega e il sindaco
Il Carroccio non digerisce Filiè e chiede posti e deleghe In ballo anche competenze “pesanti” come turismo e cultura
pietrasanta. Un incontro interlocutorio quello andato in scena ieri mattina in municipio fra il sindaco Alberto Giovannetti e i referenti della Lega – la consigliera regionale Elisa Montemagni e Riccardo Cavirani – a margine della crisi di giunta.
Il “siluramento” del vicesindaco Elisa Bartoli – a causa della rinuncia all'assegnazione della bandiera blu – ha infatti fatto da detonatore ad una situazione politico-amministrativa instabile da tempo.
Fratelli d'Italia, in primis, così come la Lega rivendicano infatti un “bilanciamento” di deleghe e ruoli all'interno della giunta e non solo – leggi presidenza del consiglio e partecipate: da qui la necessità di rinsaldare una squadra appunto amministrativa che annaspa da tempo.
Di tutta risposta il sindaco – d'intesa con il senatore Massimo Mallegni – ha indicato, giovedì scorso, come suo vice Stefano Filié: nomina che ha mandato su tutte le furie il partito del Carroccio.
Una vicenda che ha anche il suo lato non trascurabile di paradosso. Perché proprio il neo vicesindaco Filié è in quota Lega eppure ancora la sua stessa nomina, parole del sindaco, si deve ad una scelta dettata dalla necessita di non lasciare vacante, al momento, la poltrona di numero due di palazzo.
Ma la Lega vede sempre Filié più vicino a Giovannetti e Mallegni che al partito di Salvini e allora al sindaco ha proposto altri nomi da inserire in Giunta: si parla del capogruppo Antonio Tognini, del consigliere comunale Sandra da Prato, di esterni come Tatiana Gliori e c'è chi ipotizza anche un ritorno di Mimma Briganti.
E sempre la Lega insiste per avere deleghe assai “pesanti”, come quelle che riguardano turismo e cultura che Giovannetti – e Mallegni – non intendono minimamente concedere al Carroccio.
Un quadro complicato ulteriormente dal fatto che la Lega, in terra di Pietrasanta e non solo, è frammentata in più anime litigiose con un capogruppo come Tognini che non riesce a farsi ascoltare dai suoi consiglieri che, a loro volta, spesso e volentieri si dividono al momento del voto.
Nel frattempo la città assiste ad uno spettacolo politico di cui, in scia a decisioni impopolari e a un complicato anno e mezzo causa pandemia, farebbe volentieri a meno. Staremo a vedere. —
L.B.
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