Il Tirreno

Versilia

Il “green pass” non sblocca gli stranieri

Cesare Bonifazi

Le prenotazioni estere ancora ferme in Versilia per la situazione incerta: si spera per fine estate. Problemi per russi e arabi

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Cesare Bonifazi

Viareggio. Chi pensava che l’annuncio del “green pass” europeo, la certificazione per viaggiare nei paesi europei, sarebbe stata benzina nel motore del turismo, deve fare i conti con la realtà. Il provvedimento, che è previsto per la seconda metà di giugno, non ha convinto i turisti a prenotare in Versilia. A questo si aggiunge che la disciplina sul tema arriverà a stagione ormai avviata, facendo perdere settimane importanti alle nostre categorie. Sia ben chiaro: tutti gli operatori sono contenti, ma gli effetti ancora tardano a venire.

«È un importante provvedimento per sbloccare tutto il comparto – commenta Paolo Corchia, vicepresidente nazionale di Federalberghi e titolare dell’hotel President al Forte – Come categoria l’avevamo richiesto dopo le polemiche che c’erano state durante la pasqua quando si poteva andare all’estero ma non ci si poteva spostare tra regione. Adesso l’Europa deve muoversi per dare regole certe a chi vuole venire da noi. Al momento le prenotazioni estere languono: ci sono alcuni viaggiatori tedeschi per la fine di giugno, ma per il mercato russo o arabo, soprattutto qui al Forte è fermo perché le vaccinazioni fatte là non sono riconosciute dall’Ema e chi vuole venire deve necessariamente fare la quarantena. Intanto si spera nella seconda metà della stagione».

Ma il turismo inglese post-brexit non se la cava meglio: il primo ministro Johnson ha infatti consigliato ai suoi di rimanere nel Regno Unito e l’Italia un po’ ne soffre: «Ben venga questo green pass europeo, tuttavia per quanto riguarda l’Inghilterra la situazione è in stallo – spiega Marino Patruno dell’hotel Royal di Viareggio la cui clientela solitamente viene dal Regno Unito – le prenotazioni che avevamo sono state rimandate al 2022. Qualcosa forse è rimasto su settembre, ma anche quello che c’è è in bilico. Diciamo che quest’anno dobbiamo arrangiarci con quello che c’è perché l’incertezza è ancora molta. Se consideriamo solo i vacanzieri esteri, al momento si percepiscono solamente tedeschi e svizzeri. Non possiamo dire di non lavorare, anche in questo momento abbiamo circa quaranta camere occupate, tuttavia il mercato è solo quello interno».

Non è molto differente la situazione per quanto riguarda i campeggi che raccolgono un discreto bacino di turisti stranieri: «Per adesso le prenotazioni degli stranieri sono modeste ma qualcuno si vede, tuttavia lontani dai numeri degli anni passati – spiega Michele Montemagni del campeggio Bosco Verde a Torre del Lago – speriamo che questo green pass dia i suoi frutti. Il problema dei flussi turistici è molto complesso: non si spengono o accendono come un interruttore, ci vuole tempo. Con questi provvedimenti siamo sulla strada giusta ma siamo già in ritardo e le regole rischiano di arrivare a giochi fatti».

Ed è per questo che proprio in questi giorni sono in aumento le richieste di informazioni: «Gli stranieri chiamano e vogliono sapere come possono fare le proprie vacanze, i metodi di accoglienza, i tamponi – spiega Maria Bracciotti, presidente di Federalberghi Versilia e titolare dell’omonimo hotel ha Lido di Camaiore – Si andrà verso il meglio. Il nodo del green pass europeo era importante per il turismo straniero ma doveva arrivare prima. In pratica stiamo perdendo tutto il mese di giugno come avevamo perso la Pasqua. C’è ancora troppa nebbia e le prenotazioni sono al rilento». —

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