Donne, una casa dove ricominciare dopo le violenze
Progetto della Casa delle donne grazie al finanziamento della Regione Toscana e all’impegno del Comune di Camaiore
Donatella Francesconi
viareggio. C’è una speranza in più per le donne che, in Versilia, si ritrovino a vivere una condizione di violenza: una casa che può accogliere fino a tre nuclei familiari dove riorganizzare la propria vita in attesa di trovare una sistemazione definitiva e diversa da quella della casa familiare se la si è dovuta lasciare. La violenza contro le donne è in aumento in tutta Italia e la Versilia non è da meno. Da inizio 2021 alla Casa delle donne di Viareggio, dove è attivo il Centro anti violenza, sono state accolte 101 donne che si sono presentate per la prima volta. Le operatrici del Centro – ha sottolineato la presidente della Casa delle donne, Ersilia Raffaelli, hanno effettuato ben 540 ore di colloqui. Storie sempre drammatiche, come quelle che si portano addosso le madri che devono fare i conti con la violenza che i figli rivolgono contro di loro. Fenomeno in aumento, è stato ricordato, che ha visto la testimonianza di una donna che nell’agosto scorso è passata dalla casa rifugio e che ieri ha voluto prendere la parola: «Vai avanti anni e anni, poi non ce la fai più e non ce l fanno più neppure le istituzioni che si occupano, come nel mio caso, delle persone con patologie psichiatriche. Sono arrivata alla Casa delle donne e hanno rimesso insieme i miei pezzi, mi hanno dato un luogo dove continuare a lavorare in smart working. Mi sono ripresa io e si sono ripresi anche i servizi psichiatrici che hanno trovato una collocazione per i miei figli».
Parole commosse che più di tante altre hanno reso evidente la necessità di un luogo dal quale ripartire. Possibile, oggi, grazie al bando della Regione Toscana che casa delle donne e Centro anti violenza hanno vinto per un totale di 58mila euro, affiancate nel percorso dal Comune di Camaiore in quanto uno dei requisti per partecipare al bando era quello di avere il sostegno di un Ente pubblico. Due i nuclei familiari che potranno abitare la struttura reperita per il periodo della cosiddetta “seconda accoglienza”, dopo il periodo dell’emergenza vera e propria; e uno che, invece, sarà accolto nelle prime 72 ore dopo la decisione della donna di sottrarsi alle violenze, ai maltrattamenti, anche a seguito di un episodio che abbia richiesto l’intervento di carabinieri e polizia (Arma e polizia di Stato fanno da tempo parte della Rete che sul territorio prevede l’intervento complessivo di aiuto e sostegno).
Nonostante i numeri davvero importanti registrati da inizio anno e nonostante il lungo lockdown, le operatrici della Casa delle donne – ha sottolineato Raffaelli – possono essere fiere di un importante risultato raggiunto: 11 inserimenti lavorativi e tre tirocini avviati. Lavoro e casa, insomma, gli strumenti per ricominciare, per sè e troppo spesso per i propri figli.
«Come Regione Toscana», sono le parole dell’assessore Alessandra Nardini, «continueremo ad essere al fianco dei Centri anti violenza e delle loro operatrici, coinvolgendo anche gli assessorati alla sicurezza e alla sanità e intervenendo sui finanziamenti per il lavoro necessario alle donne che escono dalla violenza».
Alla presentazione del nuovo progetto della Casa della donne hanno partecipato anche il sindaco del Comune di Camaiore, Alessandro Del Dotto e l’assessore Anna Graziani. Assenti, invece, i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Viareggio, pur invitati. «Il lavoro da fare contro violenza e discriminazione», ha sottolineato Del Dotto, «è davvero tanto. E dobbiamo farlo soprattutto con le nuove generazioni».
Paola Dinelli, referente Asl per il Codice Rosa, ha ricordato la difficoltà vissuta da tutti gli operatori durante il lockdown nell’intervenire sui casi di violenza che poneva la necessità di trovare collocazione alle donne protagoniste delle singole vicende. Periodo di lockdown che ha visto «l’aumento della violenza dei figli verso le madri, così come degli atti autolesionistici tra i giovani».
Un lavoro – quella della Casa delle donne – che ha necessità di supporto continuo. Nell’occasione di ieri è stata annunciata la donazione, da parte del pittore Carlo Berti, di 1.500 derivanti dalla vendita di alcune sue opere. ma è stata lanciato anche un Sos: la recinzione in legno che corre per una ventina di metri intorno alla casa ha urgenza di essere riparta. C’è qualche azienda che si possa fare avanti regalando il materiale necessario? Sarebbe un bel gesto. —
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