Il Tirreno

Versilia

seravezza 

La maxifoto di artisti firmate Guido Harari nella mostra itinerante

Tiziano Baldi Galleni

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seravezza. Quasi un secolo di musica rock e blues raccontata in 28 immagini giganti, inedite, che portano la firma del fotografo e critico musicale Guido Harari. Una mostra itinerante, da Querceta ad Azzano, per ricordare che l’anima musicale seravezzina e il team che organizza il Seravezza Blues Festival sono ancora vivi. Aspettano soltanto la fine della pandemia per tornare ad attirare migliaia di persone per l’evento che si svolge a Palazzo Mediceo, dal 2015. Ma intanto, con il Comune e la Fondazione Terre Medicee, è stato deciso di valorizzare il territorio e la comunità con i volti di alcune star che hanno fatto la storia della musica. B. B. King, Carlos Santana, Bruce Springsteen, Zucchero, James Brown e Pino Daniele, sono alcuni dei protagonisti degli scatti di Harari. Troveranno luogo - su delle strutture autoportanti - nei luoghi più significativi del Comune. Come le piazze di Querceta e Seravezza, i borghi di Azzano e di Minazzana, e forse anche Riomagno. Sono immagini di circa tre metri per un metro e mezzo che formeranno un percorso itinerante dalla piana alla montagna. «Nell'impossibilità anche quest’anno di organizzare il Blues Festival – spiega l’assessore alla cultura Giacomo Genovesi - ci siamo concentrati per tenere vivo il sentimento di un evento ormai fra i principali di Seravezza». Insieme alle istituzioni, dietro le quinte di questa originale esposizione all’aperto ci sono gli stessi organizzatori del Blues Festival, con l’associazione Alexandre Mattei, il tutto coordinato dal giornalista Luigi Grasso. La mostra, dal titolo “Crossroads. Gli incroci del blues” sarà inaugurata il 2 luglio, e durerà fino a fine agosto. «Con il Festival, portavamo a Seravezza circa 10mila persone – spiega Grasso –: abbiamo scelto la prudenza ma al contempo di organizzare qualcosa di grande valore». Harari ha messo insieme per la prima volta questi 28 scatti, fatti dagli anni ’70 in poi. Per il Festival l’auspicio è possa tornare nel 2022, consentendo anche l’aspetto benefico con l’Associazione Mattei che dona una parte del ricavato all'ospedale pediatrico di Massa. —

Tiziano Baldi Galleni

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