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La tumulazione è fissata, ma gli operai non si presentano

Donatella Francesconi
La tumulazione è fissata, ma gli operai non si presentano

La vicenda vissuta dai congiunti di Roberto Bellero, biologo ospedaliero deceduto a 73 anni: «Siamo tornati a casa con l’urna sotto braccio»

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VIAREGGIO. Difficile digerire, dunque, la vicenda assurda che ha coinvolto i familiari di Roberto Bellero, ex biologo del Centro trasfusionale di Lucca, deceduto improvvisamente a 73 anni lo scorso 10 maggio. I suoi familiari, ritrovatisi al cimitero di Viareggio per la tumulazione delle ceneri nel pomeriggio di lunedì, se ne sono dovuti tornare a casa «insieme all’urna cineraria», come racconta Ido Mariani, marito della nipote di Belleri (i genitori del defunto avevano avevano a Viareggio la gioielleria di via Garibaldi, poi venduta).

«Alle 17 era prevista», racconta Mariani al Tirreno, «la contumulazione del nostro congiunto. Dopo aver espletato, venerdì, tutte le pratiche con gli addetti di “ICare” (interamente del Comune, ndr) e aver ricevuto indicazione di pagare 311,71 euro e che lunedì alle 17 era fissata la tumulazione, mi hanno indicato di rivolgermi al marmista per rimuovere prima la lapide. Subito, con la loro autorizzazione scritta, mi recavo dal marmista esterno per fissare la rimozione. Il sabato mattina riportavamo copia del bonifico alla stessa “I Care”. Il lunedì alle 15 mi recavo nuovamente negli uffici “Asp-I Care” per far firmare a mia moglie l’atto di contumulazione. Per le 17, dopo aver ritirato le ceneri a Pisa, ci recavamo al cimitero con gli altri parenti di Lucca per la triste e dolorosa tumulazione».

Nel pomeriggio di lunedì, dunque, tutto è pronto per riunire le ceneri del dottor Belleri alla tomba di famiglia. «Abbiamo aspettato», continua la testimonianza, «assieme all’operaio della ditta incaricata della rimozione della lapide e dell’apertura della tomba di famiglia che gli incaricati del cimitero arrivassero per la tumulazione. Dopo alcuni minuti, ci siamo recati agli uffici, ormai chiusi (orario 15-16,30). Nel frattempo il marmista ha individuato i responsabili (operai/addetti di “Asp-I Care”) del cimitero spiegando che eravamo in attesa del loro arrivo per depositare l’urna funeraria nella tomba. Ma ci hanno raggiunto dicendo che non avevano nessun ordine di lavoro per le 17. Nello sbigottimento generale ci siamo sentiti dire che dovevamo fare domanda, ottenere un orario per la tumulazione, che non potevamo presentarci senza aver espletato tutto quello che già abbiamo fatto nei giorni precedenti». Così «ci è stata negata la sepoltura dell’urna: loro non avevano nessun ordine di lavoro e non riuscendo a contattare nessuno non potevano fare niente. Dopo aver inutilmente chiesto di parlare con un responsabile, e con chi dell'ufficio ci aveva dato l’appuntamento, siamo dovuti tornare a casa con le ceneri sotto il braccio. E per fortuna avevamo proceduto alla cremazione: altrimenti avremmo dovuto tornare a casa con la bara. Oltre al dolore, la beffa».

Ieri mattina le scuse di “ICare”: «Ci è stato spiegato che l’ufficio non aveva comunicato agli operai il lavoro da svolgere ed è stata fissata un’altra data». —

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