Toscana
Bar e ristoranti: facciamo fatica a trovare personale per la stagione
Sembra un paradosso, ma la Cgil replica: chiediamoci se si offre il giusto al lavoratore
il caso
Il bar Galliano, storico locale della Passeggiata viareggina, ha ricevuto molti meno curriculum del solito. «Una volta ne eravamo invasi – dichiara un po’ sorpreso il titolare Roberto Vannozzi – Per carità, riusciremo comunque a individuare gli stagionali che ci servono. Però qualche difficoltà c’è».
Sono molti gli imprenditori della ristorazione che evidenziano un paradosso: i locali riaprono per tornare a lavorare a pieno regime, ma rischiano di farlo senza avere a disposizione organici adeguati. In cucina, come in sala e altrove.
Resta il fatto che la riapertura, data evidenziata in rosso sul calendario, del primo giugno, è attesa a lungo. Anche dalle parti del ristorante Il Posto, di Pietrasanta. «Negli ultimi sei mesi, infatti, siamo rimasti aperti solamente poche settimane. Non abbiamo tavolini all’aperto, la nostra offerta è sempre stata caratterizzata dall’accogliere i clienti negli ambienti interni e questo, alla lunga, ci ha penalizzato a causa delle restrizioni sanitarie – è il pensiero di Simone Andreano, titolare di uno delle nicchie culinarie più note del centro storico cittadino – Peraltro sia il divieto di somministrare cibi e bevande in ambienti chiusi che il coprifuoco alle 22 mi sono sembrate, fin da subito, misure eccessive: l’evidenza scientifica non supporta, per quanto si legge, simili restrizioni. Aggiungo che nel nostro ristorante, successivamente alla prima ondata del Covid, viene utilizzato un macchinario che purifica l’aria e gli ambienti con riscontri significativi. E comunque non mi interessano le polemiche: finalmente possiamo ripartire ed è questo ciò che conta». In realtà Andreano e Il Posto, a bilancio 2020, hanno certificato una perdita di fatturato «pari al 21 per cento, insomma abbastanza contenuta e infatti non abbiamo avuto accesso ad alcun sostegno. In poche parole la nostra clientela ci ha premiato a prescindere, anche se abbiamo perso un numero significativo di coperti: da 50 posti a 30. Se con la nuova piazza Carducci proporremo un servizio anche all’aperto? Vediamo, ne parlerò nei prossimi giorni con l’amministrazione comunale. Penso che la prossima sarà una stagione estiva di buon livello, come quella dello scorso anno». Con una postilla comune ai colleghi: la difficoltà nell’assumere personale. «Sono riuscito a mantenere i miei dipendenti storici – precisa Andreano – con non pochi sacrifici: la ricerca di nuovo personale, in particolare per la sala, si è rivelata complicata. Evidentemente, per vari motivi, la pandemia si sta riflettendo su questo fronte».
Dall’altro lato della barricata la Cgil invita a riflettere «su quanto si offre ai lavoratori, per capire davvero le ragioni delle difficoltà nel rintracciare i dipendenti – dice Sabina Bigazzi, segretaria provinciale della Filcams Cgil – A me sembra strano che chi, come gli stagionali della ristorazione, ha lavorato poco l’estate scorsa non si faccia trovare pronto quest’anno: ma non vorrei che la crisi si tentasse di farla pagare solo ai lavoratori con proposte economiche e contrattuali al massimo ribasso». —
M.T.-L.B.
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