Il Tirreno

Versilia

il caso rifiuti 

Rinvio a settembre per la fusione Sea Ambiente-Ersu

Donatella Francesconi

RetiAmbiente ha chiesto il parere del proprio Comitato unitario per il controllo analogo congiunto

2 MINUTI DI LETTURA





Donatella Francesconi

viareggio. Avrebbe dovuto accadere a gennaio di quest’anno, poi la fusione tra Sea Ambiente ed Ersu, le due aziende dei rifiuti della Versilia, è slittata a giugno/luglio, e adesso se ne riparla a settembre se va bene. I sindaci della Versilia, così si apprende, hanno rimesso la decisione a RetiAmbiente, proprietaria delle due società e azienda dei rifiuti della costa toscana. »RetiAmbiente ha preso in mano la situazione», è la frase che tutti i soggetti coinvolti ripetono come fosse il mantra che assicura la buona riuscita di una operazione infinita. Già il 7 aprile RetiAmbiente ha assunto una propria deliberazione con la quale ha fissato nero su bianco che la fusione stava andando a vanti. E a breve RetiAmbiente formalizzerà la richiesta di parere al proprio Comitato unitario per il controllo analogo congiunto cui saranno inviate tutte le carte relative alla fusione versiliese. Del Comitato fanno parte i Comuni di: Livorno, Pisa, Lucca, Massa, Carrara, Viareggio, Capannori, Cascina, Camaiore, San Giuliano Terme, Rosignano Marittimo, Pontedera, Cecina, San Miniato, Portoferraio, Campo nell’Elba, Bibbona, Mulazzo, Pontremoli, Podenzana, Gallicano, Bagni di Lucca, Pescaglia, Pomarance, Massarosa.

I tempi per gli atti necessari vengono definiti come brevi. Una volta che il Comitato si sarà espresso, i due amministratori delle società coinvolte (Emilio Bonifazi per Sea Ambiente e Luca Nannini per Ersu) riceveranno il mandato per redigere le determine necessarie per formalizzare la fusione dal notaio.

Tanti sono i temi sul tavolo, compreso il contenzioso che il Comune di Camaiore ha ancora con Sea Ambiente in una vicenda passata da vie legali e che ha visto volare gli stracci tra le due amministrazioni. Senza dimenticare il tema del futuro di Sea Risorse: l’azienda pubblico-privata della raccolta differenziata rivendica da sempre il proprio contratto di 50 anni che la lega a Sea Ambiente. Ma uno degli effetti della fusione sarà – questo è un punto certo – la revisione di tutti i contratti in essere al momento in cui il passaggio così atteso diventerà realtà. Sea Risorse diventerà fornitore, al pari di tutti gli altri, della nuova società? Oppure RetiAmbiente proporrà ai Comuni soci di sostenere la spesa dell’acquisto della società viareggina? Un punto, questo, sul quale nessuno si pronuncia. Ma poiché dalla fusione dipende la speranza di servizi migliori a costi minori, fare il punto su quanto sta accadendo dovrebbe essere un impegno fortemente sentito dai sindaci che per primi ne sono protagonisti. Avendo tra l’altro rivendicato uno statuto di RetiAmbiente che lascia autonomia ai Comuni nella gestione delle Società operative locali che di RetiAmbiente sono il braccio operativo. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa