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Versilia

seravezza 

La ristrutturazione del duomo svela due antiche targhe

T.B.G.
La ristrutturazione del duomo svela due antiche targhe

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seravezza. Per anni, probabilmente dalla ricostruzione del secondo dopoguerra, erano state ben nascoste sotto lo strato di intonaco della facciata. Sono due targhe in marmo, con incise delle iniziali e una data, apposte lo stesso anno della conclusione dei lavori di costruzione del Duomo di Seravezza, il 1637. Sono state scoperte nei giorni scorsi dai muratori dell’impresa di ristrutturazione della facciata della chiesa dei Santi Barbara e Lorenzo. In generale, come ha spiegato lo storico locale Ezio Marcucci, memorie e ricordi nelle terre ricche di bacini di marmo venivano scolpiti sulle lapidi. «Vanno decifrate – dice – e ho iniziato una ricerca. Si tratta di sillabe alfabetiche, forse abbreviazioni di personaggi o termini religiosi e una data». Quest’ultima sembra essere l’anno della conclusione del Duomo: «Per ora è dubbio anche l'anno – prosegue Marcucci – ma pare il 1637, quando fu terminata la navata centrale e la facciata. La chiesa di Seravezza ha diverse targhe, anche all'esterno, e una delle più antiche è posta alla base del campanile. Dice: fondata nel 1442, ai Santi Agata, Lorenzo, Simone e Giuda». Quello che oggi è il capoluogo del Comune, si è sviluppato ed è diventato il centro solo nel ‘500. E solo un secolo dopo la chiesa diventò il Duomo di oggi. «Nel ‘500 ci fu l’impulso con il Lodo Leone X – prosegue Marcucci -. Ci furono evoluzioni sociali economiche e culturali, e così fu ingrandita la chiesa. È poi con l’avvento e la presenza attiva di Cristina di Lorena, nel primo trentennio del 1600, che in quella chiesa spese molto della sua azione, che si definisce la struttura religiosa arrivata ai giorni nostri».

Ad esempio l’entrata principale prima era su via Campana. «Ci furono poi una serie di lavori da parte delle famiglie più potenti: i Marchi, i Campana, e ritroviamo i loro stemmi. Altri grandi famiglie come i Berti, gli Angiolini, i Vannucci e Matteo Leonetti che è fautore della Cappella della Madonna del soccorso, un capolavoro del Barocco».

Ed ecco le origini targhe in marmo al centro e all'angolo destro: «Le pietre consacrano la fine dei lavori che ci hanno dato la chiesa attuale, una chiesa latina a tre navate. Mentre le iniziali potrebbero essere di qualche personaggio che ha contribuito in modo fattivo, del prete dell’epoca, o dell’esecutore come lo scalpellino o lo scultore». —



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