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La pandemia non ferma le donazioni di sangue

G.N.
La pandemia non ferma le donazioni di sangue

Nel primo quadrimestre dell’anno del coronavirus, rispetto a quello precedente, sono calate appena di 49 unità in Versilia

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viareggio. I versiliesi e le donazioni di sangue: un rapporto logorato dalla pandemia? A leggere e interpretare i numeri non si direbbe. C’è infatti uno scarto minimo di prelievi effettuati, prendendo in considerazione i primi quattro mesi del 2020, quando ne erano stati effettuati 3.359, contro i 3.310 dell’anno in corso: appena 49 in meno.

La distribuzione all’interno dei quadrimestri, quella sì, è stata differente, essendo scoppiata – in Italia – la pandemia agli inizi di marzo. Con la conseguenza (inevitabile) di un crollo di donazioni nelle settimane immediatamente successive ed una ripresa in differita, favorita dai numerosi appelli lanciati dai vertici della sanità (locale) e dalle associazioni di volontariato del territorio per convincere i donatori – abituali e non – a presentarsi al centro trasfusionale dell’ospedale Versilia rimarcando, da una parte, l’utilità del gesto in un momento di necessità assoluta (certificato dal rinvio di interventi chirurgici non urgenti proprio per carenza di sacche ematiche) e, dall’altra, la sicurezza tanto del luogo quanto delle misure adottate per ridurre i rischi e, di riflesso, lo scetticismo dei donatori. Eppure, nonostante il propagarsi del covid-19, nel primo trimestre del 2020 la quantità dei prelievi (tra sangue, plasma, plasmaferesi e eritopiastrinoaferesi) era stata maggiore rispetto al 2021: 2.666 complessivamente, 155 in più. Un gap parzialmente colmato ad aprile. Se infatti, limitatamente al quarto mese, lo scorso anno le donazioni erano state 693, nel 2021 il totale è salito a 799 (+106).

«Noi continuiamo a sollecitare i neo-maggiorenni a donare – spiega Massimo Villani, presidente di Avis Pietrasanta -. Con il nuovo anno scolastico riprenderanno le visite nelle scuole, in presenza o online a seconda delle circostanze. È un impegno che stiamo portando avanti verso chi non dona da un po’ di tempo, affinché ricominci a farlo con continuità, proprio nell’ottica di limitare la riduzione rispetto agli anni scorsi. Con la ripresa a pieno regime degli interventi chirurgici, il bisogno di sacche ematiche è maggiore». —



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