Italia
La Regione frena sul cemento al Portone
Firenze chiede al Comune di valutare «soluzioni col minor consumo di suolo» e di verificare l’occupazione dei lotti esistenti
pietrasanta. Nuovi capannoni nell’area industriale del Portone? La risposta che arriva dalla Regione, a margine della conferenza di copianificazione, sembra frenare, e non poco, l’idea di un’ulteriore e significativa cementificazione dell’area, così come ipotizzato dal Comune.
A parere della Regione l'area in questione è infatti già fortemente interessata dalla presenza di funzioni industriali e per questo motivo «l'amministrazione dovrebbe puntare a soluzioni che vadano nella direzione del minor consumo di suolo possibile, come previsto dalle normative: prima di progettare un'eventuale espansione è necessario rivedere i già esistenti lotti e fabbricati e verificare quanti di essi siano effettivamente completi e utilizzati. Questo prima di procedere a espandersi in terreni ancora vergini», fa sapere Elisa Barbato, referente del Comitato Le Pioppete, area boschiva a rischio sviluppo artigianale.
«Se eventualmente dovessero essere costruiti nuovi fabbricati la Regione ne vieta l'utilizzo per la vendita al dettaglio a meno che non si tratti di piccoli esercizi di vicinato, ad esempio attività locali, e quindi non grosse multinazionali a cui servono magazzini di notevoli dimensioni» aggiunge Barbato. In poche parole non sarà possibile per i grandi marchi di settore “sbarcare” in zona Portone come era stato ipotizzato anche di recente.
« Fra l’altro – precisa Barbato – il progetto di prolungare l'asse viario dell'area industriale verso nord, per ricollegarsi all'Aurelia è stato stralciato sempre dalla Regione e quindi una potenziale espansione in quella direzione non sarà assolutamente possibile. Di conseguenza non potendo aggiungere nuovi collegamenti stradali e soltanto dopo la revisione dell'effettivo utilizzo di strutture e lotti le sole aggiunte possibili dovranno riservarsi esclusivamente nei lotti vuoti lungo la via Aurelia evitando, in questo nodo, espansioni verso l'interno. Premesso tutto noi del comitato siamo contenti che la Regione in questa conferenza abbia considerato il pregio ambientale della zona di pianura sulle quali le previsioni urbanistiche vorrebbero agire e abbia ricordato in modo molto chiaro il vincolo boschivo che vige sul bosco delle Pioppete. Sappiamo inoltre che il lotto delle Pioppete non verrà inserito all'interno del margine urbano dell'area industriale e ne rimarrà al di fuori come è giusto che sia. Siamo in contatto – prosegue Barbato – con la Regione e ci auguriamo che in fase di stesura del nuovo piano regolatore urbanistico il Comune si attenga scrupolosamente a quanto indicato dalla stessa Regione limitando le previsioni di nuove inutili espansioni e cercando di utilizzare l’esistente». —
Luca Basile
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