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I marmi dell’Altissimo per un’installazione

T.B.G.
I marmi dell’Altissimo per un’installazione

Quattro bassorilievi saranno esposti nella Apple piazza a Milano, il progetto è a cura della Fondazione Henraux

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SERAVEZZA. Quattro installazioni che formano un’unica opera d’arte che dal 20 maggio al 20 settembre sarà esposta nello spazio pubblico dell’anfiteatro di Apple Piazza Liberty a Milano. Un capolavoro nel quale c'è tanto di Seravezza: la materia prima e la maestranza. Infatti, i quattro bassorilievi, con intarsi di marmi policromi, che raffigurano i capitoli di una favola scritta dallo stesso scultore franco-algerino Neïl Beloufa, sono stati realizzati nei laboratori di Querceta di Henraux Spa grazie ai macchinari ad alta tecnologia e ai marmi bianchi estratti dalla società nelle cave del monte Altissimo. L’opera si chiama “The moral of the story”. Il progetto è stato curato dalla Fondazione Henraux e in particolare da Edoardo Bonaspetti. Si tratta di quattro tavoli con le sedute: elementi di arredo urbano concepiti proprio per Apple Piazza Liberty per narrare una favola. L’utilizzo delle scanalature dei bassorilievi rendono “disfunzionali” le superfici dei tavoli, e le stesure uniformi di colori confondono i contorni delle figure rappresentate: sono tutte azioni che spingono l’osservatore a decidere soggettivamente cosa vedere o cosa riconoscere, rapportandosi liberamente con le opere e giocando con il testo della favola. L’installazione è stata appunto prodotta dall’azienda Henraux Spa, che quest’anno festeggia 200 anni dalla sua nascita, con avanzate tecnologie di lavorazione in 3D (tre dimensioni) del marmo e rifinite a mano da abili maestranze, e saranno visibili nell’area pubblica di Milano sia durante il giorno che nelle ore serali. I marmi bianchi invece sono quelli preziosissimi estratti dalla società nelle cave del Monte Altissimo a Seravezza. «The moral of the story di Neïl Beloufa – spiegano dalla Fondazione - offre un’opportunità di riflessione attraverso una ricerca artistica e un linguaggio simbolico che riconoscono nella sperimentazione e nella condivisione gli strumenti privilegiati per il cambiamento». I protagonisti della favola – un cammello, delle volpi e una colonia di formiche – affrontano una serie di disavventure rintracciabili sulle superfici marmoree delle postazioni, disposte in ordine non cronologico. «L’esito è un gioco tra realtà e finzione in cui è il visitatore stesso a connettere forme, storie e idee. I capitoli della storia possono essere esplorati anche attraverso smartphone grazie a codici QR che rimandano a una voce narrante e illustrazioni», continuano dalla Fondazione Henraux. L'opera di Beloufa - nato nel 1985 a Parigi dove vive e lavora - verrà installata durante la notte del 19 maggio. —

T.B.G.

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