Sicurezza
Spaccio, clienti picchiati e tenuti legati
Concluse le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze. Quattordici indagati tra italiani e stranieri
Donatella Francesconi
viareggio. Indagini concluse per la maxi operazione della polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze, relativa alla vera e propria piazza di spaccio allestita nella pineta di Levante, alle spalle della stazione ferroviaria di Torre del Lago. Quattordici gli indagati, tra stranieri e italiani, che adesso avranno venti giorni di tempo per decidere o meno di rilasciare dichiarazioni, essere interrogati, o comunque depositare tutti gli atti necessari alla propria difesa. Nel corso dell’operazione, ben nascosti sotto la linea ferroviaria, i poliziotti hanno trovato 110 chili di hashish e 350mila euro in banconote di piccolo taglio, per pacchi e pacchi di denaro. Centinaia i clienti – così l’inchiesta della Squadra Mobile della Questura di Lucca e del commissariato di Viareggio – che non solo acquistavano droga, ma si prodigavano per gli spacciatori, fino a organizzare per loro e con loro grigliate in mezzo al parco naturale con cibarie acquistate di tasca propria.
Dall’avviso di conclusione indagini emerge l’aspetto più violento del mercato della droga smantellato, almeno per il nucleo dominante nella zona. I clienti, moltissimi dei quali italiani e anche minorenni, più volte hanno subito violenze pesanti da parte degli spacciatori dai quali si rifornivano di cocaina e hashish, al prezzo di 70-80 euro al grammo per la prima sostanza e di 6-10 euro al grammo per la seconda. Violenze consistenti perfino nell’aver legato un uomo a un carrello della spesa, «immobilizzandolo per alcune ore». Un altro dei clienti finisce «picchiato violentemente» riportando lesioni consistenti in «ecchimosi su tutto il corpo, torace, volto, arti superiori e inferiori, lesioni abrase ed ecchimosi all’occhio destro». Violenze commesse anche utilizzando bastoni. Come quelle contro un altro cliente, italiano. Che riporterà «contusioni multiple alla schiena e al torace, agli arti superiori e inferiori, escoriazioni multiple e trauma addominale con prognosi di 15 giorni».
I 14 indagati sono: El Arbi El Fallah, Aziz Ezzahi, Hafid Siraje, Franco Giusti, Lorenzo Lazzarini, Samuele Basteri, Mounim Debbab, Giuseppe La Marra, Sauber Derbali, Ahmed Ezzahi, Abdessalam Hakim, Hassan Moukane, Alessio Franceschi e Maurizio Franceschi. Questi ultimi due sono i ristoratori torrelaghesi – agli arresti domiciliari alla data dell’atto, 10 maggio – accusati di aver compiuto su somme di denaro proveniente dalla piazza di spaccio «operazioni in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa, in particolare trasferendole ai fornitori di beni e servizi per avviare l’attività di ristorazione “La Conchiglia Bistrot con sede a Lerici, a loro riferibile come soci ma di fatto riconducibile a El Fallah e a Ezzahi. E comunque per avere consapevolmente impiegato nella suddetta attività una somma di denaro di 84.095 euro», proveniente dallo spaccio commesso da altri e senza il loro concorso. —
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