La protesta
I familiari di Ristuccia donano un defibrillatore alla parrocchia
viareggio. Stamani i familiari di Matteo Ristuccia morto all’età di 81 anni a gennaio alla Casa di cura Barbantini, dove era ricoverato dopo un calvario di dieci anni in seguito ad un incidente stradale avvenuto il 9 agosto 2010 in piazza Piave a Viareggio, doneranno alla Parrocchia della Resurrezione al Varignano un defibrillatore.
Sarà la moglie Maria Ciaramitaro a consegnarlo a Don Luca assieme ai figli Serena, Rosaria, Giovanni, Bianca, Antonella, Claudia.
Ristuccia fu centrato in pieno da una Audi A4 station wagon condotta da un giovane romeno residente a Lido di Camaiore, poi risultato positivo all'alcotest con un valore di 2,94, pari a quasi sei volte il limite consentito. Un valore per il quale si può dire che fosse completamente ubriaco. Da allora Ristuccia è rimasto ricoverato in stato vegetativo.
Originario della provincia di Palermo, come la moglie, era pasticcere e si era trasferito a Viareggio per lavoro. L’uomo aveva lavorato prima da “Pieri e Pezzini”, per poi collaborare con la pasticceria “Serena”.
Viveva al Varignano ed è stato tra i fondatori del circolo “Il Fienile” dove con la moglie era una colonna preziosa in cucina.
Amava la musica e il canto, tanto che spesso suonava la chitarra e cantava proprio al “Fienile”. E per questo suo legame con il quartiere che i familiari hanno deciso di donare alla Parrocchia il defibrillatore grazie al supporto dell’associazione “Roberto Pardini”.
Stamani dalle 8,30 alle 12,30 il personale sanitario del Versilia terrà una lezione su come utilizzare l’apparecchio per il gruppo dei fedeli che organizzano iniziative in Parrocchia e per chi vorrà assistere. Seguirà la consegna materiale.
Un bel gesto davvero che sicuramente servirà per mantenere vivo il ricordo di Matteo nel quartiere, dove assieme alla famiglia si era integrato alla perfezione. —
R.L.
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