Toscana
Campetto dedicato a Giovannino Biagi dopo i lavori
Forte dei Marmi. Sarà dedicato a Giovannino Biagi, indimenticato campione calcistico degli anni Cinquanta il nuovo campetto in sintetico all’interno dello stadio “Necchi Balloni” di cui è terminato in questi giorni il restyling. Una decisione che riconosce la lunga militanza come allenatore delle squadre giovanili cittadine, il Forte dei Marmi e l’Atletico, di “Piedino d’oro”, com’era noto sui campi per i suoi tiri imparabili, trasmettendo la passione e i valori del calcio a intere generazioni di bambini e ragazzi di Forte dei Marmi.
«E’ un atto sentito e crediamo doveroso dedicare questo impianto sportivo ad un uomo della nostra terra, scomparso nello scorso ottobre, che tanto ha dato non solo allo Sport, essendo stato una delle glorie calcistiche degli anni Cinquanta-Sessanta a livello nazionale, – ha commentato Alberto Mattugini, consigliere delegato allo Sport – ma soprattutto per la straordinaria passione e dedizione con cui ha allenato generazioni di ragazzi». Biagi iniziò la sua carriera sportiva negli anni Quaranta, giovanissimo, nelle fila del Forte dei Marmi dove si mise subito in luce. Così già nel 1950-‘51 venne acquistato dal Cral Cirio Napoli, dove ritrovò Eugenio Cherubini ed Enrico Mazzucchi amici e colleghi fortemarmini, e dove rimase in formazione per ben quattro anni. Con la Cirio, nel Campionato 1954-’55, vinse il Girone H della quarta serie nazionale. Biagi fu infatti una grande mezzala e potentissimo goleador. Dopo l’esperienza campana, passò al Sarom Ravenna e con questa squadra vinse il Campionato italiano di quarta serie. Nel 1958-‘59 andò al Marsala e poi fu acquistato dal “Del Duca” Ascoli, quindi passò al Parma. E dal Parma ritornò in Versilia, a Pietrasanta per l’esattezza, riassaporando l’odore di casa, dopo aver tanto vagabondato calcisticamente lontano dalla famiglia. Dal 1961 al 1964 giocò dunque nella formazione del Pietrasanta, quindi tornò a giocare al Forte dei Marmi, fino al 1968, dove chiuse la sua carriera di giocatore: Una volta appese le scarpette al chiodo trasferì la sua grande esperienza e abilità, nell’allenamento delle formazioni giovanili cittadine. —
Angelo Petri
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