Toscana
Piscina chiusa fino a settembre Istruttori a casa
SERAVEZZA. Fra l’incertezza legislativa sulla riapertura e la nuova stretta sulle misure anti-Covid del decreto legge del 26 aprile, la piscina comunale di Seravezza rimarrà chiusa fino a settembre. Come era successo lo scorso anno, dopo la fine del lockdown. Così i versiliesi rimarranno senza possibilità di nuotare nell’impianto attrezzato, mentre sono ancora senza lavoro circa 20 istruttori di nuoto. A spiegare la difficile situazione, che impedirà quasi sicuramente una riapertura a breve, sono stati la consigliera comunale allo sport Francesca Bonin e il responsabile della piscina per l’Asd Blu Water Alberto Tosi. «Anzitutto siamo chiusi dal 25 ottobre dello scorso anno, perché non potevamo permetterci di rimanere aperti solo per l’agonistica, quindi aprire subito è impossibile – spiega Tosi –. Poi se avessero specificato bene il giorno in cui è di nuovo consentito il nuoto al chiuso avremmo avuto una certezza sui cui fare un ragionamento. Invece siamo nell’incertezza e il nostro presidente non si è attivato. Probabilmente è rimandato tutto a settembre sempre che la situazione pandemica rientri». In effetti l’ultimo Dpcm di Draghi parla solo di riaperture, il 15 maggio, per le piscine all’aperto, e dal primo giugno delle palestre (se zona gialla). Detto ciò, la piscina comunale a confine con Forte dei Marmi avrebbe anche altri problemi per poter essere in regola con le linee guida di questo decreto.
«Auspichiamo – ha detto Bonin – di poter riaprire il prima possibile. La speranza è a settembre. Purtroppo gli spazi della nostra piscina, in particolare gli spogliatoi, non garantiscono le distanze necessarie per un numero di persone sufficiente da poter aprire l’impianto. Dovremo contare in una normativa più chiara ed elastica nei prossimi mesi, perché attualmente non ci sono le condizioni. Noi siamo sempre stati in contatto e a fianco dei gestori, perché questo impianto sportivo è stato il più colpito di Seravezza». Se poi si considera che ci lavorano, non a tempo pieno ma comunque come lavoro principale, circa 20 collaboratori sportivi si capisce che c’è stata anche una ripercussione economica su tante persone. Oltre al fatto che è ormai da un anno che anche in questa piscina, molto frequentata dai residenti di tutti i Comuni della Versilia storica, non si pratica questo sport. «Per ognuno di noi questo era l’impiego principale – dice Tosi –. Tanti si sono organizzati con lavori saltuari. Ma la rabbia è tanta, perché le piscine sono state prima il capro espiatorio e ora (fino all’ultimo) se ne sono dimenticati». —
Tiziano Baldi Galleni
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