Il Tirreno

Versilia

la protesta 

I ristoratori: «Pronti a fare causa al Comune per danno di immagine»

D.F.

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viareggio. Mentre ancora via Coppino era illuminato dai bagliori di lampeggianti di auto dei carabinieri e ambulanze la chat whatsapp di residenti e commercianti, attiva la scorsa estate particolarmente “calda” sul fronte sicurezza, si è subito riattivata. «Siamo cento persone furibonde», spiega al Tirreno il ristoratore Fabio Gentili, tra i più attivi nel richiedere sicurezza per la zona frequentata dai tanti clienti dei locali presenti. «Ai nostri esposti, invaiati più volte a Prefettura e Procura di Lucca, nessuno ha risposto. Ma se la situazione è quella che si è vista venerdì sera quando siamo solo ai primi di maggio, cosa accadrà a luglio o agosto quando il coprifuoco non ci sarà?».

Per quest’anno la previsione – spiega Gentili – non è quella di ricorrere nuovamente alla vigilanza privata: «Ì costi sono elevati e abbiamo appena riaperto», sottolinea il ristoratore. Così la “palla” passa ai legali: «Stiamo valutando una “class action” contro il Comune, per la mancata sicurezza nella zona che danneggia l’immagine e il lavoro dei nostri locali».

Alcuni dei quali noti in tutta la Toscana e non solo per le loro proposte di vini e pesce fresco. Impossibile sedersi a tavola con il rischio di veder scoppiare la risa, la lite, di assistere alle coltellate , di essere molestati mentre si torna a prendere l’auto parcheggiata. «Avevamo proposto», ricorda Gentili, «iniziative a inizio settimana che collegassero via Coppino, con via Regia e via Garibaldi, tutte pedonalizzate per qualche ora la sera, in una iniziativa che poteva chiamarsi “Di là di qua e del Molo”. —

D.F.

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