Il Tirreno

Versilia

la versilia in libreria 

Romano Cima racconta gli anni Settanta e Ottanta ispirandosi a Gaber

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Chiedo scusa se parlo di Maria non è solo una canzone di Giorgio Gaber, ma anche il titolo del primo romanzo del viareggino Romano Cima. La storia di Federico, Anna, Luca, Marilena, Andrea, Carla e Bianca protagonisti del libro è nata durante il periodo del lockdown, «senza l’obbligo di stare in casa non avrei mai scritto questo libro – dice l’autore – il mio liceo è stato chiuso, ho fatto lezione on line per metà delle ore curriculari, quindi ho avuto più tempo a disposizione per pensare a me, per ricordare, per scrivere», continua. E così, complice anche il ritrovamento della documentazione di uno spettacolo teatrale messo in scena con alcuni amici alla fine degli anni Settanta si è accesa la scintilla che ha portato poi alla stesura prima e alla pubblicazione poi di questo romanzo edito da Philobiblon edizioni. E proprio tra la seconda metà degli anni Settanta e i primi anni Ottanta si svolgono le vicende dei protagonisti, ragazze e ragazzi di Viareggio che si confrontano su temi importanti quali la coppia e il matrimonio nonché le problematiche sollevate dal movimento femminista. E la canzone di Gaber? “Chiedo scusa se parlo di Maria” è una sorta di filo rosso che attraversa le pagine e tocca ciascun personaggio in modi differenti. Un viaggio in un passato non troppo distante quello che Romano Cima ci propone in una Viareggio fervente di dibattiti e riflessioni, un periodo in cui nasce una bellissima e complicata storia d’amore nata all’interno di una ideologia che impone loro comportamenti che non sono in grado di gestire. —

a cura della libreria la vela

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