Gioco
Rifondazione: «Pinete, almeno mezzo secolo di incuria e abbandono»
viareggio. Taglio del Verde pubblico, interviene così Rifondazione comunista: «Da settimane assistiamo a sterili proclami del sindaco e di alcuni assessori sulle condizioni delle pinete e sul pericolo generato dal Pinus Pinea, pianta tanto cara e amata dalla nostra comunità per la sua bellezza e per le caratteristiche aromatiche e di salubrità nonché fonte di attrazione per tanti turisti. Nei loro interventi si capisce la loro poca conoscenza, la totale improvvisazione e sicurezza non degne di chi chiamato ad amministrare una comunità». Pini che – sottolinea Rifondazione – «cadono o si accingono a cadere, non per la loro età, ma solo per l'incuria dell'uomo e per l'uso dissennato del territorio e della poca attenzione che viene riversata allo stesso».
Quando Bernardino Zendrini nel 1775 fu chiamato dalla Repubblica di Lucca a bonificare il territorio attorno al primo nucleo di baracche in legno di Viareggio, per rendere vivibile questo territorio e poter così ampliare i propri commerci tramite il piccolo porto che vi sorgeva – ricorda Rifondazione – «effettuò una serie di canali e fossi che drenavano l'intero comprensorio dunale, l'acqua del padule venne convogliata e indirizzata nei canali Burlamacca, Motrone e nella Bufalina, e fu così che tutto il territorio a Sud e a Nord di Viareggio fu bonificato e conseguentemente furono abbattute le macchie mediterranee. Tutto ciò costò alla Repubblica di Lucca 25.557 scudi, cifra enorme per il tempo. Solo più tardi si seminarono Pini su tutta la fascia dunale per impedire che i venti danneggiassero le coltivazioni a Est dell'odierno viale dei Tigli, si seminò il Pinus Pinea perché sviluppava rapidamente e poteva crescere su terreni asciutti e sabbiosi. Ogni tanto veniva effettuato qualche taglio raso, che significava tagliare tutte le piante all'interno di un perimetro ben definito, e i fusti delle piante abbattute servivano per il consolidamento degli argini dei fossi o del lago, e subito si procedeva a nuova semina». Così non è più: «Da oltre mezzo secolo tutto ciò si è perso e nella pineta hanno prevalso incuria e abbandono». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google