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Legge antifascista, appello di Verona: «Sollecitiamo deputati e senatori»
Il sindaco di Stazzema prova a fare rete per far approvare la proposta di legge popolare
STAZZEMA. Il 29 aprile, le 241mila firme in favore della legge di iniziativa popolare antifascista sono state consegnate a Roma, alla Camera dei deputati. Per la proposta normativa, partita dal Parco nazionale della pace di Sant’Anna, per volere del sindaco Maurizio Verona, ora inizia una seconda sfida. Dovrà essere fatta approvare in parlamento, per diventare legge, e niente è scontato.
Mentre il capitale di firme e di cittadini, rimasti uniti grazie al gruppo Facebook, «diventeranno una rete per all’allargare e diffondere, da Sant’Anna, la riflessione sui valori della Costituzione che hanno consentito la libertà», spiega il sindaco.
L’iter legislativo potrebbe essere breve o complesso e con salti a ostacoli. Dipenderà dalla politica, cioè dai gruppi parlamentari e dai partiti. «Per questo intanto ho chiesto a tutte le persone che hanno seguito la raccolta firme di aiutarmi a sollecitare, in ogni parte di Italia, i propri deputati e senatori eletti nei vari collegi elettorali», spiega Maurizio Verona che ha promesso che si impegnerà perché la proposta di legge antifascista non rimanga chiusa in un cassetto.
«Deve partire un movimento politico di sensibilizzazione – prosegue – per questo sto chiedendo ai capigruppo della Camera dei deputati un incontro. Il Partito democratico si è messo a disposizione e ha fissato una conferenza stampa a Roma il 20 maggio. Ma incontrerò anche altri leader, come Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, spero Giuseppe Conte del Movimento 5Stelle, e Pierluigi Bersani di Leu. Mentre Sandro Ruotolo, con il quale sono d’accordo, organizzeremo una conferenza stampa al Senato».
Al momento la Camera dei deputati ha confermato la correttezza sulla procedura della raccolta firme della proposta di legge contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli di quelle ideologie. Seguirà la verifica della regolarità delle sottoscrizioni, poi la stampa che sarà a disposizione nelle Camere. Verrà infine assegnata ad una commissione parlamentare, probabilmente agli Affari costituzionali, e da qui inizia l’iter di approvazione. Ovvero la discussione all’interno della commissione che potrebbe approvarla in via legislativa, se c’è una maggioranza concorde, oppure andrà in seguito in discussione alle Camere, con i relativi emendamenti e le dichiarazioni di voto. Non c’è un tempo limite, come invece per i disegni di legge ordinari che decadono con la fine della legislatura. Ma l’intento del comitato promotore è quello di sollecitare la discussione e giungere all’approvazione entro marzo 2023.
Intanto il sindaco Verona ha un capitale di persone che hanno sostenuto la sua iniziativa che non intende salutare. Anzi. «C’è stato uno studio, di Eurispes che mi ha stimolato in questa avventura, confermando la mia impressione. Emerge che nel 2004 il 2,7 per cento degli italiani negava la Shoah, e nel 2020 la percentuale è salita al 15,6. Quindi, tendendo conto che le firme equivalgono a cittadini, che si sono sentiti coinvolti in un momento particolare dove non c‘era un dibattito pubblico legato ai valori della democrazia e della libertà, singoli individui disposti a collaborare e a sostenere questo percorso, non voglio disperdere questa esperienza. L’obiettivo – conclude Verona – è far crescere il gruppo per una battaglia di affermazioni dei valori della costituzione e l’attuazione di questi principi. Amplificando così il lavoro di diffusione che facciamo ogni giorno nel Parco nazionale della pace». —
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