Il Tirreno

Versilia

la protesta 

Parco XXV aprile chiuso: «Restituitelo ai cittadini»

Donatella Francesconi
Parco XXV aprile chiuso: «Restituitelo ai cittadini»

L’appello di Adriano Barghetti per la struttura che era stata adottata dal quartiere dopo che nel 2017 il Comune lo aveva abbandonato

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viareggio. A raccontare cosa sta accadendo al parchetto XXV aprile è Adriano Barghetti, paroliere e musicista viareggino. «Mi faccio volentieri portavoce di una civile protesta di un gruppo di cittadini di Viareggio in merito alla gestione del parco che si trova tra via Cairoli e via Machiavelli, ultimo tratto lato stazione. Dal 2017 è stato preso in cura, del tutto volontaria, da un gruppo di cittadini, previa adozione di uno di loro. L’impegno è consistito in un lavoro quotidiano di custodia, con aperture e chiusure ad orari precisi, onde evitare soprattutto la frequentazione di personaggi poco raccomandabili. A ciò si aggiungano pulizia, la manutenzione del verde, potatura della siepe,raccolta indifferenziata dei rifiuti. Posso testimoniare personalmente che in città sono pochi gli spazi verdi tenuti in modo così accurato». Una scelta, quella dei cittadini, arrivata dopo che il Comune aveva chiuso il parco, che, continua Barghetti, «fu completamente abbandonato a se stesso. I giochi dei bambini andarono tutti in rovina e non erano più fruibili. In compenso, il parco era diventato un immondezzaio, rifugio di tossicodipendenti, spacciatori, persone anche pericolose e prostitute, che non di rado si esibivano in atti osceni, magari davanti a bambini sui terrazzi adiacenti». Una volta adottato dai cittadini, il parco ha cambiato volto. Lo scorso 24 aprile, però, gli amici del parco XXV aprile hanno trovato i cancelli chiusi. Nessun preavviso. Nessuna giustificazione scritta in merito al provvedimento», sottolinea Barghetti.

Nel quartiere si racconta che a questo si sia arrivati per la protesta alla polizia municipale di una persona che ha contestato il fatto che i cani, nel parchetto, non fossero tenuti al guinzaglio. Così, la stessa municipale ha chiesto indietro le chiavi. «In attesa che questo parco venga rimesso a nuovo e ripristinato come parco giochi per bambini», è la domanda che pone Barghetti, «perché non si permette ai cittadini cui era affidato di poterlo continuare ad avere in cura? In ogni caso, sia che il parco diventi pubblico o torni ad essere uno spazio giochi per bambini, ritengo ingiusto e arrogante da parte dell’amministrazione intervenire in questo modo irrispettoso nei confronti di cittadini che, per amore della città, hanno per anni sacrificato impegni e denaro per tenere curato e sicuro questo luogo. Noi vogliamo vivere questo luogo e non si capisce perché, in attesa di una sistemazione definitiva, non si possa fruirne come parco pubblico e non si possa adottare nei modi di prima. Chiediamo spiegazioni di cui crediamo di aver diritto». —

Donatella Francesconi

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