La manifestazione
«La città non è del sindaco Rivedere il progetto non è segno di debolezza»
l’intervento
manrico nicolai*
Mi hanno sempre insegnato che quando si governa una città , occorre avere l'umiltà di pensare che essa ci è stata solo affidata e che la buona amministrazione si giudicherà dalla bontà delle opere appropriate, necessarie alla crescita, sociale e culturale della stessa. Proprio perchè la città non è nostra, quando si interviene su "luoghi" sensibili alla vita civile, storica e culturale dei cittadini, questi interventi devono essere spiegati, discussi e avere il coraggio di pensare che alcune volte possiamo modificare i nostri punti di vista.
Questo intervento sul “prato” non lo capisco, forse perché non lo conosco e allora mi balza agli occhi solo l'oltraggio di vedere tagliare alberi che rappresentano un'identità cittadina. Il borbottio di parole come riqualificazione, funzionalità, bellezza, arte, diventa un fastidioso e incomprensibile presa in giro. Tutti amiamo posti resi più belli, funzionali alla socialità,al godimento di opere d'arte, ma siamo sicuri che la città si arricchirà con questo intervento, oppure rischierà di perdere un riferimento della sua storia per un luogo "alienato", non più "sentito" "suo"? A questa vicenda se ne lega un'altra: alleata di questo progetto, sembrerebbe esserci la nostra banca. Ma che c’entra la banca? Secondo le voci, voleva un “davanti” (alla sua proprietà), bello e ordinato, mettendoci per questo anche un contributo. Credo giusto pretendere una riqualificazione e una valorizzazione dove si inserisce un'opera d'arte pensata per quel luogo. Intanto l'opera del maestro Ciulla di per sé, valorizzerà il luogo, non come una nuova fontana di Trevi (sic), ma come splendida opera d'arte moderna di un grande scultore, oramai cittadino di Pietrasanta. Ma proprio perchè la nostra banca è nata dalla lungimiranza di cittadini pietrasantini,deve pretendere che la riqualificazione non infligga una ferita al luogo. Le piante sono la vita, la bellezza e quindi è proprio indispensabile tagliarle o meglio lasciarle, curarle,tagliare se proprio serve le malate? Un sindaco deve riflettere su questo,soprattutto se una gran parte dei suoi cittadini avversano alcuni aspetti del progetto e deve avere la sensibilità di rivederne , se neccesario, alcuni "passaggi". Questa non è debolezza o indecisione ma è la forza stessa della democrazia e allora l'unico vincitore sarà la città. —
*ex sindaco
di Pietrasanta
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google