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a villa bertelli 

Mostra sull’educazione fascista, i curatori: «Una presa di coscienza del carattere violento del regime»

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forte dei marmi. Elena Pala e Roberto Chiarini, curatori della mostra “I giovani sotto il fascismo. Il progetto educativo di un dittatore”, allestita a Villa Bertelli, replica all’articolo di ieri sul Tirreno.

«Innanzitutto – scrivono –, dobbiamo fare una precisazione. La mostra di Villa Bertelli non è la semplice trasposizione di quella allestita a Brescia a Palazzo Martinengo nell’autunno scorso. Il materiale esposto è quasi totalmente nuovo, oltre ad essere illustrativo di momenti e situazioni specificatamente della Versilia. Veniamo al rilievo più critico sul merito della mostra, talmente critico da spingere addirittura l’estensore del servizio a concludere sbottando “non se ne sentiva la mancanza“ (bontà sua! Con buona pace di quanti non si stancano di ammonire che “non conoscere il passato condanna a ripeterlo”). Il rilievo che a ben vedere risulta in conclusione liquidatorio del nostro lavoro espositivo verte sul fatto che manca un’adeguata illustrazione di “ciò che il fascismo fu prima e dopo”. Non si parla cioè espressamente né di squadrismo né di leggi razziali né di Impero né di guerra. È vero. Non si parla della “marcia su Roma” né di fascismo regime né della persecuzione degli antifascisti né del corporativismo né dell’autarchia né dell’aggressione all’Etiopia né della guerra a fianco della Germania né della Resistenza. Sì, non si parla dell’universo mondo. La ragione è semplice: la mostra mette sotto i riflettori il progetto totalitario del fascismo che trova nei giovani la creta più malleabile per formare l’”italiano fascista”. Sembra poco?».

La mostra, proseguono, «sembra ispirata dalla nostalgia della dittatura che artò le coscienze degli italiani, specificatamente dei giovani per farli sprofondare nella voragine della guerra mondiale o è piuttosto l’invito ad una presa di coscienza (come è ben argomentato nel catalogo) del carattere intrinsecamente violento, votato alla guerra del fascismo?». —



Il fascismo è un fenomeno storico complesso, che ha vissuto di molte sfaccettature. I curatori della mostra di Villa Bertelli riconoscono nella loro risposta di averne presa in considerazione soltanto una, quella dell’educazione fascista dei giovani. Una scelta ovviamente lecita, ma che rischia di essere fuorviante nel racconto di un’esperienza che è stata molto altro (e molto altro di negativo). E questo vale soprattutto nei confronti delle giovani generazione, che quella storia è giusto (per loro e per tutti) che la conoscano per intero. —

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